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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.

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 11 visitatori online

Timido è bello PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Incontrare per la prima volta un'amica che conosci da cinque anni, e scoprire in lei una vena sottile di timidezza che mai trapelava dalla sua identità virtuale. E, soprattutto, scoprire che quella timidezza rende la sua persona, ai tuoi occhi, ancora più piacevole, ammirevole, profonda.

 
Vita a due ruote PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   

Avevo 8 anni quando la befana mi portò una biciclettina rossa. Si chiamava Cinzia e fu il mio primo amore. Giravo per ore in tondo nel cortile sotto casa, come in trance. Poi cambiammo casa, niente più cortile né alcuno spazio sicuro per scorrazzare, addio bici. Fino ai 25 anni. Stavolta non fu la befana, bensì mia madre. Ero in crisi esistenziale, non riuscivo più a studiare né a dare un senso alle mie giornate. Un giorno suonò al citofono e mi disse: scendi che c'è una cosa per te. Una Puch, austriaca, modello Elegance. Tutta azzurra con sellino e manopole bianche. Freno a contropedale e cambio nel mozzo. Fu allora che capii che quell'oggetto non è un semplice mezzo di trasporto. Ha il potere di trasmetterti un modo nuovo di concepire te stesso e il tuo rapporto con il mondo, con la vita, con gli eventi quotidiani. Ogni sera prima del tramonto facevo 20 chilometri, fino al mare e ritorno. Ricominciai a studiare e riuscii a laurearmi. Oggi la mia Puch Elegance non c'è più, rubata da qualche povero svitato. Ma grazie a lei mi sono riconciliato con la vita.
Non potrei neanche concepirmi proprietario di un'automobile. Mi viene la nausea a immaginarmi ogni mattina ad aprire il garage, tirare fuori l'auto, entrare nell'incubo del traffico, e la sera tornare a casa con addosso quello stress pazzesco che solo gli autodipendenti conoscono. La bici mi aiuta perfino a superare l'oppressione del lavoro e di un capo imbecille. Arrivo in ufficio con un sorriso stampato in faccia, e alla fine, qualunque cosa sia successa in quelle otto ore di reclusione forzata, riparto pensando soltanto: è finita, adesso si pedala. Ogni sera, riponendola in cantina, non posso fare a meno di dirle un grazie spontaneo, senza neanche aprire bocca: lei sente anche i miei pensieri.
E ovviamente, è la mia inseparabile compagna anche nei viaggi. Il mio primo cicloviaggio me lo sono regalato per i 40 anni: in sette giorni da casa fino al confine con l'Austria, attraversando le Dolomiti. Indimenticabile, come i successivi, quasi sempre in solitaria. E' lei che mi ha insegnato che cosa significa viaggiare. Chi usa gli altri mezzi non viaggia, si trasferisce. Solo a piedi o in bici si può viaggiare, gustando ogni istante del viaggio nel suo lento dipanarsi, godendo del vento, del sole, dell'erba, del sudore, dell'energia che si sprigiona dal tuo corpo, delle salite e discese, delle strade perse mille volte e sempre ritrovate, dei panorami infiniti, di fiumi placidi e impetuosi torrenti, della gente incontrata e salutata sorridendo, della dolcissima stanchezza serale, dei intensi sonni popolati di bei sogni. Un viaggio in bici è davvero tutto questo. Magia in movimento, gioiosa avventura, vita vissuta al mille per mille.
Che cosa sarebbe oggi la mia vita, se quel giorno di diciotto anni fa mia madre non avesse suonato il citofono? Non oso neanche immaginarlo. Stasera pedalando verso casa ammiravo il tramonto, oltre il fiume e le colline: un cielo di velluto turchese dietro veli di nuvole di un rosa intensissimo. E fra un mese è già primavera.

Avevo 8 anni quando la befana mi portò una biciclettina rossa. Si chiamava Cinzia e fu il mio primo amore. Giravo per ore in tondo nel cortile sotto casa, come in trance. Poi cambiammo casa, niente più cortile né alcuno spazio sicuro per scorrazzare, addio bici. Fino ai 25 anni. Stavolta non fu la befana, bensì mia madre. Ero in crisi esistenziale, non riuscivo più a studiare né a dare un senso alle mie giornate. Un giorno suonò al citofono e mi disse: scendi che c'è una cosa per te.

 
Deutschstunde PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   

La mezza età, pensavi, è l'età in cui le tinte si stemperano, le note si smorzano, il ritmo rallenta. L'età in cui, finalmente, impari ad accontentarti, ad accettare il presente e a lasciar correre i treni perduti. Sì, un po' è proprio così. Ma allora, che cos'è quel brivido che ti prendeva quando lei casualmente ti sfiorava la mano?

 
Il tedesco è una lingua romantica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Sie hat mir gestern einen deutschen Roman geschenkt. Sie hat so viel Geduld und nimmt auf mich so viel Rücksicht, und dann schenkt sie auch mir so schöne Geschenke. Wie kann ein Mann, sich nicht verlieben? Ein Mann, der sich immer in zu schöne oder zu junge oder einfach schon beschäftigte Frauen verliebt... und sie ist echt zu schön, zu jung, und schon beschäftigt. Aber, was heißt es, eine Person zu lieben? Es heißt, herzlich zu wollen, dass sie glücklich ist. Der Deutschschüler will herzlich, dass seine Lehrerin glücklich ist.

 
Pedalare per la Vita e per la Pace PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Cinquemila ciclisti urbani italiani hanno lanciato a febbraio 2012 la campagna Salvaiciclisti, per la promozione di misure legislative atte a proteggere la sicurezza di tutti coloro che hanno scelto di usare la bicicletta come mezzo di trasporto urbano. La campagna ha preso il via sulla scia di una analoga iniziativa lanciata in Gran Bretagna dal quotidiano The Times.
In pochi giorni, attraverso iniziative condotte sui social media e sul territorio, la campagna ha attirato l'attenzione dei maggiori quotidiani italiani che hanno pubblicato articoli sul tema della sicurezza dei ciclisti e della promozione della mobilità sostenibile e rilanciato la campagna proponendo ai lettori di sottoscriverla.

 
Elogio di un eroe silenzioso PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Essere vittima di mobbing è un'esperienza terribile, psicologicamente e fisicamente distruttiva. Le vessazioni da parte di un superiore gerarchico sono come frustate inferte nei punti più fragili e sensibili della tua coscienza, ferite aperte nella tua carne con una violenza lacerante e meschina.

 
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