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Scritto da Anna
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Ho 47 anni e spesso mi trovo ad affrontare crisi di solitudine profonda. credo di essere sempre stata sola ,da bambina ero allegra solare ,ma col tempo e con la morte di mia madre ,ho iniziato a vivere in un mondo mio ,dove tutto mi appariva banale e scialbo ,più venivo a contatto con gli altri e più mi apparivano non degni della mia sensibilità ...non a caso mi scelsi un compagno assente a cui rinfacciavo di abbandonarmi al mio dolore . e i miei 2 figli a cui riconoscevo la loro indipendenza e il loro " abbandonarmi".. e poi la separazione ,il gioire della libertà ottenuta e allo stesso tempo la ricerca affannosa di un nuovo compagno,inutile dire che trovavo solo uomini che mi lasciavono sola ...e poi la rinuncia la paura ...il silenzio. e di nuovo la sofferenza di provare emozioni fortissime e non avere nessuno per condividerle ...e adesso guardando indietro mi domando a che gioco ho giocato?sono stata io che ho pilotato tutto per non voler ammettere che io ci convivo con la mia solitudine ,che è quel dolore sottile dell'anima il vero motore che mi tiene in vita? oppure sono stata davvero vittima di un destino un pò crudele a cui ingenuamente mi sono affidata.. non lo sò ,l'unica cosa che sò è che quest'ombra sottile che accompa tutti i miei giorni è l'unica cosa che ho..
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