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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


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Scritto da Pierpaolo Fagioli   

"Può darsi che sia così, può darsi"
"Mi scusi se mi sono permessa di scavalcarla, ma onestamente..."
"Se ne vada"
"Non credo che la sua valutazione..."
"Se ne vada"

L'uomo più intelligente del mondo è stato licenziato dalla banca in cui
lavorava, e ora è stata licenziata anche Tania. Le passa accanto una Rolls
Royce color crema, mentre è sul ponte, mentre con i finestrini chiusi mangia un
panino del turco attenta a non sbrodolarsi la camicia di disquared. Le danno
sicurezza i finestrini chiusi. Piccole cose cui è legata, come quei petali di
rose essiccati nel vaso in mezzo al tavolo, le sue dodici sigarette al giorno,
che a volte sono 13, ma più spesso due pacchetti. Il cielo è limpido. Sono mesi
che Tania non va al cinema, non ci va perchè nessuno glielo propone. L'ultima
volta che c'è andata era con la sua migliore amica, il film si intitolava "A
stento" Il lavoro di un autore polacco morto suicida nella casa di
villeggiatura al mare. Trovato dalla moglie e la figlia nudo in mezzo al
giardino, con le arterie tranciate, ancora abbracciato alla sua telecamera.
Quando la famiglia si riunì per guardare tutti assieme la cassetta, Al posto
del presunto testamento trovarono soltanto antenne, su cui l'autore zoomava, ci
girava attorno, girava la telecamera facendole ruotare nel cielo, le faceva
oscillare, oppure le teneva ferme in mezzo all'obbiettivo per decine e decine
di minuti. "A stento" invece non era un brutto film. L'autore in un'intervista
aveva dichiarato di averlo girato per noia, invece era tutt'altro che noioso,
le due amiche ne uscirono soddisfatte, ma da quel giorno non si rividero più. E
Tania tutt'ora ne soffre, lei stessa non saprebbe dire se a farla soffrire di
più è l'assenza dell'amica, cui era molto legata o la solitudine che da quel
giorno le è crollata addosso, e la notte le mozza il respiro. Da quando è sola
la sera a volte si mette a disegnare, tratteggia dell'erba, un fiume, un
piccolo ponte e poi, all'orizzonte una piccola casa. Poi va a letto e immagina
di vivere in quella casa assieme all'uomo dei suoi sogni. Ora, in macchina si
sente libera, il traffico oggi non le da fastidio, la rilassa procedere
lentamente, a passo d'uomo. Le sembra di essere tornata alla vita reale. "Oggi
non torno a casa" dice una voce di uomo catarrosa da qualche parte nella sua
mente. L'ultima volta era stata in quella ortodossa, per accompagnare una sua
amica greca a accendere un cero dopo Natale. Ora vorrebbe confessarsi, chissà.
Gira a destra, poi a sinistra, poi è di nuovo città, vetrine, persone che
camminano sui marciapiede, corpi, anime, un groviglio di informazioni,
direzioni e pensieri. Quello che le manca nella provincia. Alla radio
l'oroscopo le dice di essere accondiscendenti con colleghi e superiori. Troppo
tardi. Parcheggia in doppia fila e entra nel grosso edificio sacro. Di corsa,
come per far pipì. Oggi fa freddo, si guarda intorno, c'è una donna anziana, un
signore che si è dimenticato di togliersi il cappello, una madre con due
bambini che parla da sola. Ci sono persone che parlano da sole nel grosso
edificio sacro. Entra una coppia bionda, tedeschi, o forse olandesi, si fanno
il segno della croce e si scambiano qualche parola nell'orecchio, lui fa per
tirare fuori la macchina fotografica, lei con un cenno della mano gli dice
"Lascia stare" Escono. Tania scappa. Tania sale sulla golf, apre la portiera,
esce, toglie la multa da sotto il tergicristallo. Risale in macchina, chiude la
portiera. Avvia, accelera, percorre il grosso viale. Trova parcheggio in una
laterale. Si ferma, respira, respira di nuovo. Fruga nella borsetta in cerca
delle pastigliette che le aveva prescritto il medico. Non ci sono. Tania
esplode, si sente esplodere. Si accascia sul sedile. Immagina di essere sul
molo, dove è ormeggiata la barca del suo ex, immagina di essere sulle piste di
Sestriere, immagina di essere accasciata sul sedile di una Golf. Una mano bussa
al finestrino. "Si sente bene" "No, mi hanno licenziata" e scoppia a piangere.
"Sono senza lavoro" L'uomo la guarda allibito, ma lei non riesce a smettere di
piangere, più che singhiozzi sembrano convulsioni, come un terremoto che scuote
tutta l'anima. "E poi sono sola" E scoppia a ridere, perchè non può fare a meno
di trovarsi ridicola. Perchè non ha senso piangere davanti a uno sconosciuto in
mezzo alla strada. E intanto piange perchè vede le sue ferite, tutte dalla
prima all'ultima, ma non le fanno male, sono lì, concrete, tangibili. Ora è
tutto a posto: E' disperata e ha i suoi buoni motivi per esserlo. E' tutto a
posto.