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Scritto da Gio
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Galleggio, non nuoto. Galleggio come un tappo di sughero. Aspetto che passi la tempesta, ma non passa. I giorni, le ore, i minuti trascorrono lenti. Sento un po' di male dappertutto. Penso: "sono sola". Non mi rassegno alla solitudine. Non mi rassegno al rifiuto. Non so se lo amo, non so se l'ho amato. So che stare senza di lui ora mi fa soffrire. Sono grande, ho 45 anni. Mi dico che alla mia età non si può... Con due figli e un divorzio alle spalle non si deve... Invece si può. Ma, forse, non si dovrebbe. Non si dovrebbe aver bisogno di sentirsi pensati per sentirsi vivi. Si dovrebbe "bastare a se stessi". Ma per ora non ne sono capace.
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Commenti
sempre di più penso di dovermi abituare che la felicità e soprattutto l'intesa di coppia è una parentesi tra due solitudini......
ho 42 anni e la felicità credo in me ci sia stata poco, purtroppo noi cerchiamo il meglio e alla fine ho visto e sento che quando arrivo a casa e noto anche al lavoro cerco di stare tranquillo con me stesso e la calma e tranquillità è la ricetta giusta nella vita.
ogni parola che tu hai scritto e' come se l'avessi scritta io. quel "sentirsi pensati per sentirsi vivi" e quando, non lo si e', pensati, ci sembra di morire. non siamo sicure, se lo amiamo davvero o se amiamo di lui, solo l'idea dell'amore che noi vorremmo. anche io dico che non si puo' alla mia eta', anche io sono grande...eppure , proprio alla nostra eta', queste cose fanno ancora piu' male.
ti abbraccio tanto
stefania