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Scritto da Davjdek
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Messaggini e squilletti. Lunghe chiacchierate in chat. Bacetti virtuali e dolci complimenti. Un breve incontro in una nebbiosa domenica mattina. Il suo sorriso, i suoi lunghi capelli, la sua simpatia semplice e schietta. I suoi segreti ancora da svelare, le sue battute ingenuamente maliziose. La tenerezza nel suo sguardo, il dolore di alcune ferite ancora non rimarginate. |
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Scritto da Davjdek
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Capita, a volte, di ricevere un regalo inatteso. Di ritrovarti a sfogliare un libricino che parla d'amore, di amori di donne, felici o sofferti, eterni o fugaci, ma sempre sinceri. Come sincera è l'amicizia di chi ha scelto per te questo dono, un'amica che non senti e non vedi per lunghi mesi, ma che trova ogni volta il modo per sorprenderti. |
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Scritto da Davjdek
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Ed eccola che ritorna. Basta un nuovo no, nella sua banale ordinarietà, per far sì che la tua amica tristezza venga di nuovo a farti visita. Prego, cara amica, accomodati pure. Gradisci un tè con biscotti? Era un po' che non ci si vedeva. Una ragazza ti regala il suo sguardo angelico e intrigante, tu ti metti subito a sognare, e quando decidi che quel sogno vale la pena di provare a tradurlo in realtà ti imbatti in quel no, piccolo piccolo, delicato come il suo viso, armonioso come i suoi fianchi, sensuale come la sua voce. |
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Scritto da Davjdek
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La disinibita: sei così carino, ma per te ci vorrebbe una ragazza più delicata La delicata: sei veramente dolce, ma avresti bisogno di una ragazza più spigliata La spigliata: sei proprio simpatico, ma per te vedrei bene una ragazza più timida |
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Scritto da Marcial Lafuente Estefania tradotto da Davjdek
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Fu così che Augusto Millar entrò nella storia. Di prepotenza. Un'infanzia segnata da un padre autoritario e da una madre depressa, poi un'adolescenza ribelle che lo aveva portato a conoscere le bettole e i postriboli, le risse sanguinose e gli amori impossibili, fino a giungere ad una giovinezza da gaucho temerario. Aveva bruciato le tappe, Augusto Millar. Il traffico di armi dal vicino confine era sotto il suo controllo. |
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Scritto da Davjdek
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L'animale non parla, ringhia. Si muove scomposto, gira nervosamente su se stesso, come a volersi mordere la coda. Si ritiene vittima di profonde ingiustizie ("perché gli altri sì e io no?"), medita funesta vendetta e si considera un eroe incompreso. E' un tipo davvero strano, l'animale. Eppure non ha tutti i torti. |
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