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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


La felicità PDF Stampa E-mail

L’impegno etico più importante è essere felici nell’adesso, attimo per attimo, contenti di ciò che c’è, così come è.
Un infelice è fondamentalmente una persona preda del suo Ego. Come tale non ama nessuno, ma si nutre di disprezzo, a partire dal disprezzo per sé.
Ama il prossimo tuo come te stesso diventa possibile solo se si è felici dentro, cioè se si è liberi dal dominio dell’Ego.
La felicità, a differenza di come si pensa comunemente, non è frutto delle circostanze della vita, più o meno favorevoli. Essa piuttosto nasce naturalmente dalla pratica quotidiana delle qualità dell’essere, come l’apprezzamento, la gratitudine, la generosità, l’integrità, la compassione.
Chi è felice emana onde positive che fanno bene a tutte le persone intorno. E, data la natura dell’inter-essere, far bene agli altri è far bene a se stessi.
A sua volta, l’infelicità origina dalla pratica degli inquinanti mentali, come la rabbia, il risentimento, l’ingratitudine, il disprezzo, l’invidia, il sospetto, la repressione. Gli inquinanti sono i mezzi che l’Ego utilizza per aumentare il suo potere sulla persona. Naturalmente per perseguire questa strategia, deve renderla del tutto inconsapevole: la persona non deve avere neppure il sospetto che sta impegnandosi con tutta se stessa a perseguire il suo male. Al contrario, deve credere che sta facendo le mosse giuste per “difendersi”, “proteggersi”, “perseguire i propri interessi”. Ecco perché la caratteristica fondamentale dell’Ego è la distorsione della realtà, o, in parole povere, la sistematica menzogna. La menzogna è necessaria per mantenere la persona nell’ignoranza. Ma l’Ego individuale non può far tutto da solo. Non ne sarebbe in grado. L’Ego individuale si costruisce attraverso l’interiorizzazione dell’Ego collettivo. Ecco perché è così importante, per sciogliere le proprie nevrosi, cominciare a diventare consapevoli delle sue determinanti culturali e collettive.

Dal punto di vista fisico, l’infelicità è un treno di onde negative, che produce malessere o malattia. E’ una musica stonata, che fa male all’orecchio e al cuore. Come treno di onde, l’infelicità si propaga nell’ambiente circostante, contaminando le persone intorno, a meno che non abbiano sviluppato sufficiente consapevolezza per sottrarsi al fenomeno della risonanza. La presenza di un infelice può rendere un gruppo depresso. Tutti si sentono meno bene, e per sottrarsi a questo dispiacere, facilmente compiono delle mosse controproducenti (v. oltre).

Chi è felice costituisce un esempio che è desiderabile seguire.
Naturalmente ci può essere chi vede nella felicità altrui una minaccia: una minaccia al proprio potere di imporre il suo cattivo umore e attraverso quello condizionare parenti, amici, conoscenti. In altre parole, i leader radicati nelle qualità dell’essere sono mal visti dai leader egoici negativi.

I genitori felici hanno molto più potere nell’educare i figli. Chi è felice significa che dà valore alla felicità. Genitori felici danno valore a ciò che può favorire felicità nei figli: affetto, presenza, empatia, amore. Non hanno quindi bisogno di compensarli per le loro carenze, di viziarli, di cedere ai ricatti. Inoltre, i figli vedono nei genitori dei modelli di come essi stessi potranno diventare nel futuro seguendo il loro esempio. Se i genitori sono tristi e di cattivo umore, i figli non avranno voglia di seguirli. Se cercheranno di insegnare loro qualcosa, mancheranno di leadership. I figli si opporranno: non voglio diventare come te!

Le parti interne meno evolute, le subpersonalità, si comportano come i figli: non hanno alcuna intenzione di seguire le direttive di un io-governo infelice! Rifiuteranno la sua leadership. Si opporranno e continueranno a fare di testa loro. Ma essendo molto piccole come età mentale, il loro contributo sarà scarsamente apprezzabile, se non addirittura dannoso o devastante. Tutte cose che alimenteranno l’infelicità del povero io-governo, sempre meno capace di governare e sempre più pronto a lamentarsi e subire.

Nella nostra filosofia, la felicità è spesso stata confusa con il piacere, senza guardare alle conseguenze che i diversi tipi di piacere recano con se.
Alcuni piaceri sono in realtà pieni di veleno, e oscurano la possibilità di essere felici.
Se una ferita mi prude, grattarmi offre un piacere momentaneo. Ma se continuo a grattarmi, che cosa accadrà? Se mi sento giù, cerco sollievo nell’alcol o nel cibo. Ma alla lunga, questa scelta dove mi porta?

Nella visione buddista, felicità significa gioia dell’essere, senza cause, senza condizioni. Sukha, ananda, non dipendono da prestazioni, aspetto esteriore, successo, salute, anche se possono esserne influenzate.

Dal nostro punto di vista, il cattivo umore è una forma, tra le più subdole, di racket, cioè di mafia psicologica, attraverso la quale una persona ruba l’energia ad un’altra, senza per questo diventare contenta.
In altri termini, è un equivalente aggressivo, una forma passivo-aggressiva: fa del male occultando la sua natura distruttiva. Dato che è una forma molto diffusa, è facile per chi la pratica sottrarsi al feedback e al confronto. In questo modo può continuare su questa strada per anni, senza averne la minima consapevolezza, e spargendo intorno a se molti semi di infelicità.
L’Ego, che si nutre di infelicità, trova in questa forma un modo semplice ed efficace per aumentare il suo potere sulla persona, sulla coppia, sulla famiglia, sul gruppo dove può esercitarla.
Le persone intorno, specie quelle predisposte a soffrire di sensi di colpa, quelle che ritengono che la felicità degli altri dipenda dal loro comportamento, cadono così in un tranello molto rischioso: per sottrarsi al peso del cattivo umore di un compagno o di un amico, cominciano a indagare sui suoi bisogni insoddisfatti, ottenendo in risposta una sequenza di lamentele: mi manca questo, avrei bisogno di quello, c’è questa cosa terribile che non riesco ad eliminare ecc. A questo punto loro si sentono in dovere di lenire il dolore dell’altro, cominciando ad agire in sua vece o facendo promesse che spesso richiederanno un impegno assai superiore alle previsioni, visto la passività della persona sofferente.
Ogni promessa diventa debito. Ed ecco che la relazione con l’altro lamentoso o di cattivo umore diventa una sorta di lavoro che diventa sempre più pesante. Da relazione fraterna, di aiuto, diventa una relazione parassitaria, in cui uno dei due continua a dare, e l’altro a ricevere e disperdere nel vento. Prima c’era una persona infelice, ora ce ne sono due. L’Ego di entrambi può festeggiare.

Aiutare l’altro non significa mai fare le cose al suo posto, addossarsi i suoi carichi, assumersi i suoi impegni e responsabilità. Questo non fa che indebolire l’altro, rendendolo sempre più succube e alimentando la sua rabbia e rancore. Cioè proprio quegli inquinanti che gli impediscono di vedere la realtà così come è, nelle sue infinite possibilità.
L’aiuto è tale solo se accompagnato dall’insieme delle qualità dell’essere. L’amore, in primo luogo. E amare una persona significa favorire la sua evoluzione, la sua crescita psicologica e spirituale. Favorire cioè lo sviluppo delle sue risorse e di un governo interiore ispirato dai messaggi dell’anima, anziché dalla propaganda dell’Ego. Qui sta la differenza tra pietà e compassione. La pietà vede nell’altro solo i suoi problemi. La compassione, oltre ai problemi, vede la sua forza e le sue risorse. Vede nei problemi solo dei sintomi del modo distorto di osservare il mondo. La pietà fa sì che ci si sostituisca all’altro: tu sei un poverino, io sono superiore, in condizioni assai migliori delle tue. La compassione vede nel dolore dell’altro un riflesso del proprio dolore: io, a livello profondo, sono come te, un fuscello che galleggia nel grande fiume della vita. Ho i miei limiti, come tu hai i tuoi. Ma so che c’è qualcosa di più grande che può aiutarci entrambi: la crescita della consapevolezza e l’apertura del cuore.
Quando il cuore è chiuso, gli occhi non vedono davvero la realtà, ma la inventano di sana pianta. La mappa che guida la nostra vita è quindi profondamente falsa e distorta. E’ una mappa paranoide, che vede ostacoli e nemici ovunque.
Aiutare una persona significa fondamentalmente questo: favorire l’apertura del suo cuore attraverso l’apertura del proprio nella presenza e nella consapevolezza.
Il primo passo da compiere in questa direzione è liberarsi dai sensi di colpa, inadeguatezza, indegnità. Tutti radicali nevrotici che dipendono dalla pratica del giudizio, del criticismo, delle doverizzazioni, attraverso i quali la cultura oppressiva ed egoica indebolisce i suoi appartenenti, rendendoli schiavi di false percezioni e di bisogni indotti, certamente incapaci di una rivoluzione che vada al centro dei problemi: smascherare la natura impersonale e perversa dell’Ego e del potere dominio.

Mauro Scardovelli

Tratto da http://www.aleph.ws/news/news.phtml?indice=19

Commenti
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letizia  - cavolo!   |2008-10-19 12:10:23
Però!!! caspita che analisi !!! é come se mi si fosse accesa una lampadina....condivido molto di quello che dici. ma sono anche io vittima dell'ego
e ci casco spesso nell'ineguatezza, nello stato lamentoso di quello che nella mia vita non va.
Grazie...
letizia
Davjdek     |2008-10-19 18:12:12
Grazie a te Letizia! Il testo è bellissimo, ma non è mio: è dello psicologo Mauro Scardovelli. Anche a me ha fatto accendere tante lampadine e lo
leggo spesso per ricordarmi che la felicità è altro da ciò che abitualmente pensiamo.
Grazie ancora e in bocca al lupo!
Mary   |2009-01-11 16:30:11
Fortunataamente l'ho letto in un periodo forse in cui è da un pò che mi sento piu' ricettiva in relazione a quaesto tema...Quindi non posso che
riscontrare la veridicità di tutto,per esperienza personale e non.
Se tutti noi pensassimo e riflettessimo un pò di piu' tenendo conto di tutto
ciò...Va beh,la speranza è l'ultima a morire!!!
Davjdek     |2009-01-18 22:18:11
Ben detto Mary! La speranza è la nostra stessa vita... e la vita non muore: semplicemente si trasforma.
Irene  - condivisione   |2009-03-15 10:59:36
Condivido interamente quanto ho letto..per 'caso' sono finita in questo sito e sempre per 'caso' sono finita a leggere lo scritto sulla
felicità..dico per caso anche se c'è sempre un motivo a tutto e il caso non esiste..terrò sempre a portata di mano questo scritto e lo rileggerò
quando ne avrò bisogno..come adesso..Grazie
Anonimo   |2009-03-23 23:15:27
Ciao, grazie per questa analisi che a mio avviso è molto importante.Io ho imparato con gli anni ad essere felice in qualsiasi occasione ...e
mettere tutto in positivo anche quando era tutto negativo, il dolore e la solitudine insegna ad amare quello che realmente è importante in ogni
essere umano.
fernanda Sanches  - solitudine   |2009-06-30 22:06:40
dite quello che volete, ma la solitudine e la sofferenza sono molto amare, e si non c'è n'è tanta fede e tanta forza, i momenti difficili sono
veramente amari e lasciano ferite molto profonde... un abbraccio a tutti coloro che soffrono
kisonononloso  - kisonononloso   |2009-07-11 20:04:55
non so come spiegarlo, ma ho la sensazione che questo testo mi potrà aiutare, è proprio quello ke cercavo, non riuscivo a trovare il bando della
matassa, sono 5 mesi che vago tra me stesso e gli altri, ma mi ritrovavo sempre da qualke luogo sconosciuto, come in un labirinto. Solitudine,
disperazione, sconforto, impotenza, rabbia, voglia di fuggire. Ci provo e spero ke qualke passo in avanti, o meglio qualke passo dentro di me, lo
posso fare, se poi ne rifarò tre indietro sò almeno da dove ricominciare. grz a tutti.
alessandra  - aiutatemi     |2009-08-06 00:55:17
abito vicino ad una persona che vede in me il male verso lei ma è stata dichiarata per legge malata mentale non interdetta e stò cercando
di capire se è veramente malata oppure mi vuole fare del male e stò cercando disperatamente un aiuto se qualcuno mi può aiutare lo
aspetto in una email grazie
anonimo   |2009-12-07 22:36:52
anch'o sto iniziando a leggere quello che scrive questo autore e mi sembra che abbia colto il problema, ovvero da quello che ho capito preoccuparsi
della superficie e non andare a fondo, qestoe il problema andare in giro con degli occhiali appannati le cui lenti deformano il panorama e vedono solo
nero questo e il problema.
corrado   |2009-12-30 15:36:47
l'infelicità spesso nasce dal senso di colpa che ci è stato involontariamente inculcato nella mente da genitori a loro volta infelici. con il senso
di colpa saremo portati a fare cose per far felici persone che per loro problematiche non saranno felici a causa nostra. la frustrazione che ne deriva
ci renderà insoddisfatti e infelici. chi si libera da questo potrà diventare consapevole di quello che è veramente bene per lui, raggiungendo la
felicità, che è anche libertà di cuore, potrà dare felicità ad altre persone.. come l'amore chiama amore ...chi non ama se stesso nn può amare
gli altri
valentina  - risposta   |2010-02-04 18:13:55
Sono parole bellissime, ma troppo razionali. La vita di una persona non è un foglio bianco su cui scrivere una ricetta o un testo di insegnamento da
seguire. Sono stata infelice, tanto infelice, poi felice felicissima da essere in paradiso e di nuovo infelice. Eppure sono sempre io... fossi solo un
semplice Ego che contrasta il mio essere diventandone padrone non esisterebbe questa duplicità di condizione. La verità è che le cose cambiano, la
vita cambia. Ciò che ti rende oggi infelice domani puo sparire così come ciò che oggi ti rende felice. A volte mi chiedo se siamo delle palline
dentro un grande flipper chiamato vita. Tutto dipende da dove la vita ti manda e quello che il futuro ti riserva. Penso che ognuno di noi abbia
bisogno di quelle piccole cose quotidiane che danno forza all'anima. Come una lampadina ha bisogno di energia per far luce, così l'essere umano ha
bisogno di cose che lo rendano felice, sereno e appagato. Anzi credo che sforzarsi nell'essere contento sia ancora piu frustrante del rendersi conto
delle proprie sofferenze e un'aggiunta a quest'ultima. E' vero, è difficile stare accanto alle persone che soffrono, ma cosa significa amare se non
essere sempre accanto alla persona amata????
anonimo  - si hai ragione   |2010-02-20 22:44:05
e vero perche fare finta di essere felici? uno puo non lamentarsi questo si, specialmente se si rende conto di essere fortunato ma fare finta di
essere felici questo no perche non e giusto. Come non e giusto secondo me fare finta di essere grati quando in realta non lo si e, come fare finta di
provare interesse quando in realta non lo si prova, come fare finta di essere empatici quando in realta non lo si e. io personalmente mi sento triste
sola e presa in giro, ma questo non perche le cose non sono andate come volevo io ma perche a mio avviso pero certo e una vicenda personale mi sono
capitate delle cose che nonostante non avessero preso il verso che desideravo a mio avviso non dovevano prendere nessun verso, perche una cosa che non
sopporto e ricevere aiuto e/o pseudo aiuto da delle persone che uno:non mi conoscono, 2: non mi considerano una loro pari, anzi.. 3:non sono miei
parenti 4:non sono miei amici e non hanno assolutamente capito niente di me e delle mie reazioni, forse ai visitatori di questo sito non importa
proprio un bel niente pero dato che si parla di solitudine vorrei aggiungere che tutti questi fattori hanno alimentato la mia solitudine, pero qui non
sto accusando nessuno perche ormai non pretendo piu niente da nessuno, dico solo che purtroppo non provo piu fiducia nelle persone perche negl'ultimi
tempi ho solo ricevuto fregature su fregature, e non e una questione di voler qualcosa in cambio ma e una questione che preferisco un rifiuto sincero
che subdole parole per mesi per poi beccarmi gli insulti ed e questo che mi e successo e che mi rende ancora piu sola e malfidata, difatti io adesso
purtroppo raccogliendo i cocci , una marea di cocci e sto cercando di rincollarmi i denti perche ormai me li hanno buttati giu tutti, sono ancora piu
sola di prima e malfidata di prima e sono ancora e mi sento ancora piu sola di prima perche prima ed e questa una delle cose piu gravi avevo trovato
un angolino felice, virtuale dove pens-avo di aver trovato delle persone che mi capissero e che capissero realmente cosa mi stava succedendo, pero
ripensandoci e ripensando alle giornate passate mi rendo conto che sarebbe stato molto meglio che quel angolino felice, unico stimolo per me(ed e
questa la cosa piu umiliante e grave) non si fosse mai materializzato, anche perche queste persone mi parlavano ed alcune mi hanno anche insultata a
distanza, una altra delle cose gravi per cui mi sento ancora piu manipolata ed usata, perche la persona che mi piaceva ha PERMESSO TUTTO QUESTO ed e
per questo che ripeto e ribadisco mai e dico mai fare affidamento sui siti internet, blog personali eccetera perche sono di un inutilita senza eguali,
e questo perche perche danno un aiuto sterile e finto, perche e tutta una finzione, io personalmente ho sempre sfuggito alla solitudine pero dopo
tutti questi inganni la preferisco, e non e una questione che adesso mi sto mettendo ad accusare nessuno, (ormai l'orgoglio e caduto giu con i denti
con tutta l'umiliazione che pero quest'ultima deve essere sotterata e mi ci vorra tanto tempoooo) il punto e che ormai mi faccio talmente schifo per
aver solo pensato di stare bene che sinceramente non credo piu a niente, mi faccio talmente schifo per tutta la manipolazione e l'energia persa, tutta
la mia energia andata perduta sono anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni e anni che ormai non mi
immagino piu e non immaginero piu niente perche tanto nella realtà non si materializza proprio un bel niente.qualcheobiettivo c'e l'ho infatti mi
sto impegnando per realizzarli ma la felicita e il credere alle persone adesso come adesso proprio no asssssolluta-ente no! lo so che e una condizione
psicologica molto brutta ma purtroppo non ci posso fare niente e una cosa che si trova dentro la mia testa ho una rabbia che provo che non so proprio
come faro a fare uscire ho un energia dentro che non riesco a fare uscire e questo mi blocca e mi rovina la vita, la mia vita non e felice, sono anni
nonostante abbia piena coscienza della mia fortuna:si puo avere una vita fortunata per molti aspetti pero molto infelice, la mia e una vita infelice
nonostante ripeto e ribadisco tutta la fortuna che ho.Ho sempre questo sottile vuoto che mi accompagna. Adesso facendo i conti posso sostenere di non
essere felice pero non mi piango addosso perche pienamene consapevole che non posso ricevere aiuto esterno e anzi per carita adesso come adesso NON LO
VOGLIO ASSOLUTAMENTE DOPO I DANNI SUBITI! Allo stesso tempo non accuso nessuno perche mi sono stufata anche di questo la mia vita ormai non dipendera
piu dai fattori esterni ed e per questo che non mi faro piu condizionare da nessuno, purtroppo uno dei mie piu grandi problemi e stata la mia
apparenza, la mia bellezza (dicono..) non mi e mai servita a niente se non ad andarmi contro e questo fin da bambina, poi crescendo le cose nn sono
andate meglio ma peggiorate perche era come se fossi stata un oggetto da protteggere sempre e comunque poi crescendo ancora un po ero solo diventata
un corpo possibilmente da scop... sono sempre stata esclusivamente questo, un altro fattore importantissimo della mia personalita e stata la mia
sensibilita e la mia bonta (TRASFORMATA ORA in RABBIA E ACIDITA PERCHE PURTROPPO BISOGNA DIFENDERSI) anche questi dei fattori che ti portano solo
negativita e fregature, pero ormai non me ne frega piu niente o comunque non sogno piu di essere salvata da nessuno, non pretendo piu essere amata per
quella che sono, non pretendo piu essere capita per quella che sono perche tanto quello che le persone vedono di me e solo ed esclusivamente il mio
fisico e ti posso assicurare che e una cosa bruttissima, Davidek tu rimpiangevi che non avevi un bel aspetto ma io ti posso assicurare che suscitare
nei ragazzi specialmente solo quel tipo di interesse (perche dopo si innamorano delle altre, quellegrandi) e nelle ragazze (grandi e piccole) solo
invidia (a volte mi e successo anche amicizia per fortuna) non e per niente gratificante. Essere presa in giro di continuo come se non avessi capito
come sono successe le cose pero nonostante questo essere ripetutametne presa in giro come se fossi veramente deficente questa e la cosa piu grave.Pero
adesso non mi interessa piu quello che cerco e solo un po di pace e mi auguro di trovare (anche se la vedo molto difficile!) una persona che mi ami
per quella che sono e che mi apprezzi per quella che sono e nn un cretinetto qualsiasi che guardi solo al mio aspetto fisico (o che si faccia un idea
su di me in base a cose che gli hanno detto altri che e ancora peggio) e sopratutto voglio conoscere questa persona e specialmente dopo questo brutto
periodo semmai mi dovesse capitare di dover essere felice lo farei in gran segreto, non lo direi a nessuno e purtroppo per te Davidek nn lo verrai mai
a sapere!)
giovanna  - risposta   |2010-03-06 16:58:16
mi piacerebbe tantissimo fare due chiacchiere con te mia cara!!!!
Robi   |2010-02-26 13:38:49
Davvero notevole la profondità delle considerazioni, e anche la bontà espressiva nel metterle nero su bianco. Un plauso al filosofo.
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