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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


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Scritto da John Welwood   

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Secondo i santi e i mistici l'amore è il tessuto di cui siamo fatti; veniamo modellati dal suo calore e dalla sua disponibilità. Non dobbiamo essere provvisti di grande saggezza per riconoscerlo. Dobbiamo solo guardare onestamente a ciò che dà valore alla nostra vita. Quando l'amore è presente, vivo e vitale in noi, non c'è dubbio che la nostra vita è orientata e piena di significato, indipendentemente dalle circostanze esterne. Ci rendiamo conto di essere in contatto, connessi con qualcosa di più grande del nostro piccolo io. Questo solleva dalle nostre spalle il fardello dell'isolamento e dell'alienazione riempiendoci di pace e benessere. Quando l'amore è assente, si prova un senso di tristezza e di insoddisfazione; sembra che manchi qualcosa ed è difficile trovare molta gioia anche in mezzo a circostanze favorevoli. Cadiamo facilmente preda dell'insensatezza, dell'ansietà o della disperazione.
Queste semplici verità sono riconosciute anche dalla ricerca nell'ambito delle neuroscienze, le quali confermano che le nostre connessioni con gli altri influiscono sul sano sviluppo e sul funzionamento del cervello, sui sistemi endocrino e immunitario, e sul nostro equilibrio emotivo. In breve, l'amore è la forza centrale che tiene insieme tutta la nostra vita e le permette di funzionare. Per dirla con le parole del saggio indiano Nisargadatta Maharaj: "La vita è amore e l'amore è vita".
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Tuttavia, se l'amore è così centrale per il nostro essere, perché ci sentiamo spesso tanto separati da lui? Tutte le grandi tradizioni spirituali si sono chieste perché le persone si trattino così male e perché il mondo sia un tale caos. In risposta a ciò hanno fornito diverse spiegazioni: ignoranza, cattivo karma, peccato originale, egocentrismo o mancato riconoscimento dell'amore come nostra vera natura. Tuttavia qual è la causa originaria di queste afflizioni?

 

La ferita del cuore
Se ci guardiamo dentro con sguardo sincero, notiamo una certa circospezione riguardo al nostro cuore. Per alcune persone è una barriera spessa e impenetrabile. Per altre è uno scudo protettivo più sottile o una contrazione che emerge soltanto in condizioni di pericolo. Nulla innesca questo senso di minaccia tanto quanto il sospetto di cui abbiamo detto prima, ovvero che non siamo veramente amati e degni d'amore così come siamo. Intontire o chiudere il proprio cuore è un tentativo di sviare il dolore di ciò.
Non sapere che possiamo essere amati per come siamo ci impedisce di aver fiducia nell'amore in quanto tale, e questo di rimando fa sì che voltiamo le spalle alla vita e dubitiamo della sua benevolenza. Possiamo dire a noi stessi che l'amore non si può avere veramente, ma la verità più profonda è che non abbiamo del tutto fiducia in esso e quindi facciamo fatica ad aprirci completamente a lui o a lasciarlo entrare in noi. Questo ci priva della connessione con il nostro cuore e rende più acuto il nostro sentimento di scarsità d'amore.
Molto spesso questo distacco dall'amore nasce dal non sentirsi pienamente accolti nella propria famiglia d'origine - vuoi per poca attenzione, scarsa sintonia o vero e proprio abuso. Non sentendoci tenuti saldamente nelle braccia dell'amore, cadiamo allora nella morsa della paura. Amore e cura insufficienti hanno un impatto diretto sul sensibile sistema nervoso di un bambino e hanno come conseguenza un certa quantità di choc o traumi che ci porteremo dietro per tutta la vita.
Qualche volta la ferita o la separazione dall'amore si verificano in modi più sottili. Alcuni genitori sembrano abbastanza amorevoli tuttavia, in maniera nascosta o inconsapevole, dispensano il proprio amore sotto forma di controllo o di manipolazione. Oppure non riescono a essere in sintonia con il bambino in quanto persona diversa da loro, un individuo separato con le sue ragioni. Certi bambini possono sentirsi amati per alcune qualità, ma non per quello che sono veramente. Dovendo compiacere i genitori e andarci d'accordo, finiscono per considerare l'amore come quacosa che è al di fuori di loro e che si deve guadagnare vivendo secondo certi modelli.
I bambini cercano naturalmente di proteggersi dal dolore di un amore inadeguato meglio che possono. Imparano a separarsi e a star lontani da ciò che provoca loro dolore contraendosi o chiudendosi in se stessi. In termini tecnici questo fenomeno si chiama dissociazione.
La dissociazione è un modo della nostra mente di dire di no e di allontanarci dal nostro dolore, dalla nostra sensibilità, dal nostro bisogno d'amore, dal nostro risentimento e dalla nostra rabbia di non riuscire ad averne abbastanza, e anche dal nostro corpo dove hanno sede questi sentimenti. Questa è una delle strategie di difesa più semplici ed efficaci nel repertorio infantile. Tuttavia ha un importante effetto collaterale, ossia riduce o chiude l'accesso a due aree principali del nostro corpo: il centro vitale nella pancia - la fonte dell'energia del desiderio, dell'eros, della potenza vitale e dela conoscenza istintiva - e il centro del core dove rispondiamo all'amore e sentiamo le cose nel modo più profondo. Dicendo di no al dolore del non amore blocchiamo le strade attraverso le quali l'amore fluisce nel nostro corpo e ci priviamo pertanto del nutrimento essenziale che permetterebbe a tutta la nostra vita di espandersi. Così finiamo per recidere i nostri legami con la vita stessa.
Questo ci lascia in uno strano e doloroso dilemma. Da una parte siamo affamati d'amore - è inevitabile. Tuttavia, nello stesso tempo, lo sviamo e rifiutiamo di aprirci completamente perché non ci fidiamo.
L'intero processo - non sapere che siamo amati per come siamo, poi ottundere il nostro cuore per tener lontano questo dolore e di conseguenza chiudere all'amore le vie d'accesso tramite cui l'amore può fluire dentro e attraverso di noi - costituisce la ferita del cuore. Sebbene questa ferita dell'amore risalga a condizionamenti dell'infanzia, col tempo diventa un ben maggiore problema spirituale, un distacco dalla disponibilità all'amore che è la nostra vera natura.
Questa universale ferita umana si manifesta nel corpo sotto forma di svuotamento, ansia, traumi o depressione; e nelle relazioni con gli altri sotto forma di sentimento di non amore, con l'insicurezza, la circospezione, la diffidenza e il risentimento che lo accompagnano. tutti i problemi di relazione discendono da questo.
L'amore e la ferita del cuore sembrano sempre andare mano nella mano, come luce e ombra. non importa quanto profondamente ci possiamo innamorare di qualcuno, di rado superiamo il nostro timore e la nostra diffidenza molto a lungo. Infatti quanto più una persona ci illumina, tanto più risveglia l'ombra della nostra ferita e la porta in primo piano. Non appena si presenta un'incomprensione, un conflitto o una delusione, una certa insicurezza sgorga dai bui recessi della mente sussurrandoci: "Vedi che dopotutto non sei veramente amato".
A livello collettivo questa profonda ferita nella psiche umana conduce a un mondo distrutto da lotte, stress e dissenso. Comunità e istituzioni sociali a ogni livello - matrimoni, famiglie, scuole, chiese, corporazioni e nazioni in tutto il globo - sono in difficoltà, divise tra di loro. I mali più grandi del pianeta - guerra, povertà, ingiustizia economica, degrado ecologico - derivano tutti dalla nostra incapacità di fidarci l'uno dell'altro, di accettare le differenze, di instaurare un dialogo rispettoso e raggiungere la mutua comprensione.
Pertanto tutta la bellezza e gli orrori di questo mondo hanno la stessa origine: la presenza o l'assenza di amore. Non sentirsi amati e poi prendersela a cuore è l'unica ferita esistente. Ci mutila e fa sì che ci inaridiamo e ci contraiamo. Perciò, a parte alcuni squilibri biochimici e alcuni disordini neurologici, il manuale diagnostico per i disturbi mentali noto come DSM potrebbe anche iniziare così: "Qui vengono descritti tutti i sentimenti e i comportamenti infelici delle persone quando non sanno di essere amate". Tutti gli odi verso se stessi e verso gli altri, tutte le nostre paure, i nostri egoismi, i problemi di comunicazione e le insicurezze sessuali, tutte le patologie, le nevrosi e la distruttività del mondo, e l'intero incubi della storia con tutto il suo spargimento di sangue e la sua crudeltà si riassumono in un semplice fatto: non sapere che siamo amati e degni di amore fa diventare freddo il cuore. Tutta la tragedia della vita umana deriva da ciò.
Quando le persone non sanno di essere amate si forma un freddo buco nero nella psiche, dove prendono a covare la convinzione di essere piccoli e insignificanti, o privi di bellezza e di bontà. Questo gelido luogo della paura è quello che dà origine ad attacchi terroristici di ogni tipo, non solo sotto forma di bombe ma anche sotto forma di assalti emotivi che avvengono dentro di noi e nei nostri rapporti con gli altri.
Il terrore esterno non è che un sintomo del terrore interno. Quando le persone non si sentono amate o si sentono maltrattate, cercano qualcuno cui dare la colpa, qualcuno su cui riversare i loro cattivi sentimenti. Sebbene la guerra e il terrorismo siano di solito considerati temi politici, la verità è che le persone in cui l'amore fluisce liberamente non lanciano bombe. Il terrorismo, come la guerra, è un sintomo del distacco dall'amore che affligge il nostro mondo.
A meno di non riuscire a sradicare questo flagello curando il sentimento di non amore che si è trasmesso di generazione in generazione, il predominio della paura e del terrore non verrà mai sconfitto. "Guerra al terrorismo" è un ossimoro, un evento impossibile perché non si può eliminare il terrore attraverso la guerra, che crea soltanto altro terrore. Solo circondati dall'amore possiamo sentirci veramente al sicuro da un attacco. "Dobbiamo amarci gli uni gli altri o morire", come scrisse in una poesia W.H. Auden allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Mi rendo conto che alcuni lettori possono trovare ingenuo e non realistico introdurre verità sull'amore in una discussione su temi politici come la guerra e il terrorismo. Ovviamente le guerre, i conflitti etnici e l'ingiustizia sociale richiedono soluzioni politiche. Allo stesso tempo però accordi politici privi di vera attenzione e rispetto per tutte le parti finiscono per fallire e portano a nuovi conflitti.
Personalità impegnate in ruoli guida a livello religioso e sociale hanno spesso interpretato la propensione alla guerra come un sintomo di alienazione dall'amore e hanno enfatizzato l'importanza del ruolo che l'amore deve avere nel risolvere i problemi del mondo. Per esempio, Martin Luther King Jr riconobbe il ruolo giocato dal risentimento nel generare guerre e sostenne che solo l'amore può curare questo male: "Presto o tardi tutta la gente del mondo dovrà trovare un modo di vivere insieme in pace... Per raggiungere questo obiettivo, l'uomo deve elaborare per tutti i conflitti umani un metodo che respinga la vendetta, l'aggressione e la rappresaglia. Il fondamento di questo metodo è l'amore".

Tratto da "Amore perfetto, relazioni imperfette" di John Welwood, pag. 19-25

© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Prima edizione nell’”Universale Economica” - SAGGI
Aprile 2007

Testo pubblicato per concessione dell'editore.