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Scritto da Davjdek
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Sono le 8. Decido di alzarmi, anche se è domenica e la voglia di poltrire è ancora tanta. Apro la finestra. Uno splendido sole illumina la neve sui tetti spioventi e dona riflessi dorati al fumo dei camini. Il mio pensiero ritorna alla mattina di ieri. Non sono passate neanche 24 ore... ma è accaduto davvero?
Penso a quella piccola mano dalla pelle di seta, che ho stretto tra le mie per scaldarla. A quei lunghi neri capelli che ho baciato. A quell'abbraccio. Al suo sorriso da bambina mentre scartava il mio regalino. Alla bianca guancia che ho accarezzato. Alla vocina interna che mi sussurrava "Non perdere tempo! Dalle un bacio vero!". A me che non l'ho ascoltata, perché lei mi ha detto "vai piano" e io voglio andare piano. A quel ti voglio bene che le ho ripetuto stringendo le sue mani, prima di avviarmi verso l'autobus. Al nostro prossimo incontro, in quel posto surreale tra le fabbriche e il cimitero. A un "bacio vero" che sogno ogni volta che chiudo gli occhi. A questa briciola di felicità che mi godo serenamente nel silenzio di una domenica mattina, e che niente e nessuno potrà portarmi via. - Sono davvero troppo timido? - Insomma... - Ma ce l'ho qualche speranza? - David, non so! - Va bene... vado piano. - David... - Sì? - Sei forte! |