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Scritto da Davjdek
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Un weekend partito con grandi premesse e finito con una certa delusione. La condanna dell'eterno amico che continua a pesare sulla tua vita. La consapevolezza che quella condanna è ingiusta e la voglia di voltare per sempre le spalle a tutte le donne che d'ora in poi ti diranno "sei un amico". Meglio, mille volte meglio, sentirti dire "non mi piaci".
E poi le solite domande retoriche del tipo "ma come è possibile che un ragazzo come te non abbia mai avuto una storia?". E la voglia di dir loro che la facciano a se stesse, quella domanda, perché la risposta la sanno loro e non tu. Poi il pensiero (sacrosanto) che loro non ne hanno colpa, se tu non piaci. E' questione di chimica. Se c'hai la chimica sbagliata, che ci vuoi fare? Accontentati della loro amicizia, che è meglio di niente. Porta pazienza, rassegnati, mettiti l'anima in pace. E invece no. No, questa non è la tua vita, e non hai nessun motivo per rassegnarti. D'ora in poi a tutte le ragazze che ti diranno "sei un amico" la tua risposta sarà "dimmi che non ti piaccio, fa molto meno male". E continuerai a cercare, senza ansie né ossessioni, ma anche senza mai rinunciare al tuo vero desiderio, che non è l'amicizia. Perché non ha senso essere sempre buono con gli altri sacrificando te stesso e i tuoi sentimenti. No, ragazza che domani inciamperai sulla mia strada, per favore, non chiamarmi più amico. Chiamami Uomo, o non chiamarmi affatto. |