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Due brani del bellissimo romanzo autobiografico "Una donna" di Sibilla Aleramo offrono lo spunto per qualche riflessione estemporanea. "Tra le due fasi della vita femminile, tra la vergine e la madre, sta un essere mostruoso, contro natura, creato da un bestiale egoismo maschile: e si vendica, inconsapevolmente. Qui è la crisi della lotta di sesso.
La vergine ignara e sognante trova nello sposo un cuore triste e dei sensi inariditi; fatta donna ed esperta comprende come il suo amore sia stato prevenuto da una brutale iniziazione. Fra i due torna spesso l'intrusa, e il solo ricordo avvilisce ogni loro bacio". Quell'essere mostruoso e contro natura è frutto di un "bestiale egoismo" che accomuna uomini e donne: lo stesso egoismo che spinge la donna ad ignorare gli uomini che esprimono una maschilità mite, pacata, dimessa. Solo una donna che abbia il coraggio di mettere da parte il suo egoismo potrà scoprire quanto profonda sia la potenzialità d'amore di questi uomini. La vergine ignara e sognante si trova di fronte a una scelta che segnerà il corso della sua vita: egoismo o amore, ovvero concedere il suo sorriso al macho esibizionista o all'uomo che le offrirà rispetto autentico per la sua femminilità.
"Quasi tutti i poeti nostri hanno finora cantato una donna ideale, Beatrice è un simbolo e Laura un geroglifico, e se qualche donna ottenne il canto dei poeti nostri è quella ch'essi non potettero avere: quella ch'ebbero e che diede loro dei figli non fu neanche da essi nominata. Perché continuare ora a contemplar in versi una donna metafisica e praticare in prosa in una fantesca anche se avuta in matrimonio legittimo? Perché questa innaturale scissione dell'amore? Non dovrebbero i poeti per primi voler vivere una nobile vita, intera e coerente alla luce del sole?" Non dovremmo tutti voler vivere una nobile vita, intera e coerente alla luce del sole? Perché chi ha scelto la strada dell'integrità e della coerenza si trova così spesso a dover rinunciare ad un legittimo desiderio di essere amato? In fondo, la vita è tutta una questione di scelte. Tra l'egoismo e il rispetto, tra l'essere mostruoso che avvelena il nostro mondo interiore e la creatura integra e pura che alberga nelle stanze più intime della nostra coscienza. Chi ha scelto la seconda sarà forse solo, spesso proverà dolore e rabbia, ma mai perderà la certezza di aver compiuto l'unica scelta che può dare un senso alla sua vita. Chi ha scelto la seconda, forse, è l'unico che può capire realmente che cosa significa essere felice.
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