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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


Questione di scelte PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   

Due brani del bellissimo romanzo autobiografico "Una donna" di Sibilla Aleramo offrono lo spunto per qualche riflessione estemporanea.
"Tra le due fasi della vita femminile, tra la vergine e la madre, sta un essere mostruoso, contro natura, creato da un bestiale egoismo maschile: e si vendica, inconsapevolmente. Qui è la crisi della lotta di sesso.

La vergine ignara e sognante trova nello sposo un cuore triste e dei sensi inariditi; fatta donna ed esperta comprende come il suo amore sia stato prevenuto da una brutale iniziazione. Fra i due torna spesso l'intrusa, e il solo ricordo avvilisce ogni loro bacio".
Quell'essere mostruoso e contro natura è frutto di un "bestiale egoismo" che accomuna uomini e donne: lo stesso egoismo che spinge la donna ad ignorare gli uomini che esprimono una maschilità mite, pacata, dimessa. Solo una donna che abbia il coraggio di mettere da parte il suo egoismo potrà scoprire quanto profonda sia la potenzialità d'amore di questi uomini. La vergine ignara e sognante si trova di fronte a una scelta che segnerà il corso della sua vita: egoismo o amore, ovvero concedere il suo sorriso al macho esibizionista o all'uomo che le offrirà rispetto autentico per la sua femminilità.


"Quasi tutti i poeti nostri hanno finora cantato una donna ideale, Beatrice è un simbolo e Laura un geroglifico, e se qualche donna ottenne il canto dei poeti nostri è quella ch'essi non potettero avere: quella ch'ebbero e che diede loro dei figli non fu neanche da essi nominata. Perché continuare ora a contemplar in versi una donna metafisica e praticare in prosa in una fantesca anche se avuta in matrimonio legittimo? Perché questa innaturale scissione dell'amore? Non dovrebbero i poeti per primi voler vivere una nobile vita, intera e coerente alla luce del sole?"
Non dovremmo tutti voler vivere una nobile vita, intera e coerente alla luce del sole? Perché chi ha scelto la strada dell'integrità e della coerenza si trova così spesso a dover rinunciare ad un legittimo desiderio di essere amato?
In fondo, la vita è tutta una questione di scelte. Tra l'egoismo e il rispetto, tra l'essere mostruoso che avvelena il nostro mondo interiore e la creatura integra e pura che alberga nelle stanze più intime della nostra coscienza. Chi ha scelto la seconda sarà forse solo, spesso proverà dolore e rabbia, ma mai perderà la certezza di aver compiuto l'unica scelta che può dare un senso alla sua vita. Chi ha scelto la seconda, forse, è l'unico che può capire realmente che cosa significa essere felice.

Commenti
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anonimo  - non ho capito l'articolo   |2009-09-11 22:54:30
non ho letto il libro pero leggendo solo questo articolo non si capisce quello che vuoi dire e non si capisce se quello che dici e solo una tua
opinione perche offri delle citazioni e dai delle conclusioni pero non si capisce, io personalmente non ho capito chi e e cos'e l'essere mostruoso e
qual'e il tema di questo articolo? quale e la tesi? e quali sono i tuoi argomenti? scusami ma non ho capito,mi informero.
Davjdek   |2009-09-11 23:42:39
L'essere mostruoso di cui parla la Aleramo è quello prodotto dal trauma della violenza sessuale, che l'autrice subì dall'uomo che poi fu costretta a
sposare. Questo essere, la ferita prodotta da quel trauma, si risveglia ogni volta che lei ha di fronte un uomo e le impedisce di abbandonarsi
all'amore. E' lo stesso trauma che si produce in tutte le donne, purtroppo tante, che si trovano di fronte un uomo che non ha rispetto autentico per
la loro femminilità. Ma l'egoismo maschile ha un corrispettivo femminile: anche la donna è egoista quando sceglie di entrare in relazione con questo
tipo di uomo anziché con quello che sa rispettarla fino in fondo. Sono due egoismi perfettamente speculari, che producono due sofferenze fra loro
speculari: quella della donna, che non può più abbandonarsi all'amore, e quella dell'uomo, che l'amore non lo trova perché le attenzioni femminili
sono tutte rivolte a quell'altro genere di maschio. Nel caso non fosse chiaro, il testo della Aleramo è quello in corsivo, i miei pensieri sono
quelli in tondo. Spero che ora sia più chiaro.
Grazie mille.
francesca  - corrispondenze     |2009-09-18 19:22:21
credo che il tuo post sia molto chiaro.
un bellissimo romanzo, senza dubbio
Marco B.  - In parole povere...     |2009-09-20 13:26:45
Banalizzerò, ma la triste realtà, tanto per gli uomini tanto per le donne, è che, essendo l'amore sogno, si è molto più portati ad amare un
oggetto lontano, arcigno, irraggiungibile, di uno vicino a cui ci si abitua presto tanto da non vedere più il sorriso con cui esso ci si offre senza
alterigia. Vale per gli uomini, che idealizzano donne che hanno conosciuto male e solo in parte, tanto da renderle più personaggi della loro mente
che persone reali, accade per le donne che sospirano dietro al macho burbero e riottoso per poi farsi maltrattare (non necessariamente con violenza)
dalla sua insensibilità.
E' molto più facile essere attarenti con chi non si ama che con chi si ama.
Anonimo   |2009-09-22 14:29:15
Ciao a tutti, vorrei segnalarvi un autore che per me è stato preziosissimo. Si chiama Pasquale Romeo e ha scitto, tra gli altri, un libro sulla
solitudine che mi ha aiutato a capire meglio il valore della stessa. Se vi interessa date un'occhiata al sito www.pasqualeromeo.it
Marco B.     |2009-10-05 21:15:36
Commento qua il tuo commento al mio blog, perchè ho problemi tecnici:
Sono sempre un po' rimpianti, soprattutto in questo caso, soprattutto per il
carattere bivalente di quella storia. E poi sì, in un universo parallelo sarebbe stata la mia ragazza.
In ogni caso mi ricordo un tuo post in cui
citavi una scrittrice che sosteneva che gli uomini, in particolare poeti e intellettuali, ricordano idealizzandola, la (o a volte le) donna che non
hanno avuto (com'è brutto, "avuto", una donna non è un paio di scarpe!) e si dimenticano, almeno nelle loro opere, quasi completamente di
quella che è stata la loro moglie o la loro fidanzata per una vita. Ecco, non vorrei cadere in questa sterile trappola. Per dire, Petrarca ha avuto
una figlia; di necessità questa figlia avrà avuto una madre amata da Petrarca (prete! buuh!) eppure Petrarca ha inseguito, spesso in modo
modernissimo e tormentato, un fantasma di una donna che non ha forse neanche mai saputo del suo amore, che poi si è sposata ed è morta di peste e
che lui ha continuato a sognare ed amare anche dopo la morte seppur con un cattolicissimo, nocivissimo senso di colpa. Secondo me lo spettro della
madre di Francesca Petrarca è ancora lì, dove è morta, incapace di raggiungere la pace. Diavolo: preumanista, prefilologo, persona sensibile,
coltissima, umana! Hai scritto quel polpettone dell' Africa! E neanche uno stramaledetto verso che io sappia per la madre di tua figlia!
Dante,
almeno, per non aver scritto nulla di Gemma Donati ha una scusante: non l'ha vista quasi mai, esule com'era. Ecco, non vorrei avere davanti magari una
ragazza che vorrebbe davvero passare sul serio la vita (o una sua parte) insieme a me e continuare a guardare altrove sognando com'era da adolescente
una ragazza che ormai è già donna. A me piacerebbe fare come l' Ariosto, l'unico che io sappia (forse anche Montale e altri , ma sono contemporanei)
ad aver cantato, anche coll'ironia della vera conoscenza e non con l'enfasi del desiderio non realizzato, la sua fidanzata (amante?) Alessandra,
decisamente non su di un piedistallo
Davjdek   |2009-10-06 16:39:31
Probabilmente poeti, scrittori, artisti sono ispirati dal sogno e dal rimpianto ma non dalla realtà quotidiana, poiché questa è vissuta come
banale. Tendiamo ad esaltare ciò che è lontano, irraggiungibile e banalizzare il qui ed ora. Ciò che distingue un uomo saggio da una persona
superficiale, secondo me, è proprio in questo: il saggio sa trarre la propria felicità da ciò che è presente nella sua vita, qui, adesso: sa
vivere senza rimpianti e senza attaccamenti. E sa amare la donna (o l'uomo) che gli (le) è vicino, con i suoi pregi e difetti, nella sua
quotidianità. Tutto questo alle persone non consapevoli apparirà piatto e noioso ed è forse proprio per questo che tanti cambiano partner come si
cambia un abito vecchio. Si tratta dunque di scegliere tra amore e attaccamento. Io sceglierei il primo, e sicuramente anche tu.
anonimo   |2009-12-05 23:28:17
ma voi sapete esattamente che cosa sia l'attaccamento? e come fate ha valutare ad esempio due situazione e dederre che la prima sia una situazione di
attaccamento e ce invecela seconda sia una situazione preseunta sane e/opseudo normale?
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