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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


Meditazioni di un sovversivo PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   

Corpi come merci, carne da macello per telecarnivori. Dittatori pedofili che fanno scempio della dignità femminile. Ragazzini imberbi dediti al sesso come fosse un videogioco. Uomini che credono di poter compensare la loro incapacità di amare cambiando partner come si cambia un abito. Donne che buttano via la propria dignità per nulla.

E allora pensi: una fortuna, una benedizione del cielo, che la vita abbia voluto tenerti lontano dallo squallore di una fisicità animalesca. Saper ammirare la pura bellezza senza sentire il bisogno di possederla, di farla tua, di appropriartene a forza. Sentire un dolore che ti attanaglia ogni volta che la bellezza si presenta ai tuoi occhi e poterti dire: quel dolore è la tua salvezza. E' il prezzo che paghi per la scelta di anteporre ai tuoi bisogni, sempre, il rispetto per la persona che hai di fronte.
Che importa, allora, se le tue labbra non sono mai state sfiorate da quelle di una donna? Potrai forse giungere al termine del tuo cammino senza aver mai conosciuto il piacere dell'incontro di due corpi, ma nessuno potrà mai rimproverarti di aver condotto una vita senza amore. Perché il rispetto, la tenerezza, la sublimazione dei propri bisogni, sono espressioni dell'amore. E chi sa amare, sa che non sarà un bacio o una notte di piacere a renderlo felice, ma la capacità di rimanere coerente con se stesso, anche a costo di una non desiderata solitudine affettiva. Chi sa amare, non ha altro da fare che buttare via il televisore, e mettersi in ascolto della propria parte saggia, che sempre riempie di senso e di valore l'esistenza di chi può e vuole ascoltarla. Ma ascoltare non va di moda, in una società che ha elevato la tv, simbolo supremo del guardonismo, al rango divino.
In fondo, anche felicità e amore sono parole fuori moda, concetti superati, o peggio: socialmente pericolosi. Sei proprio un sovversivo: niente male, per un timido ragazzo solitario.

Commenti
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anonimo  - aspetta un attimo     |2009-09-29 23:27:34
ma tu chi sei per dire che chi guarda troppa televisione non sa amare? tu chi sei per affermare di amare non volendo possedere? Che ne sai? si puo
amare solo in un modo solo? Si puo amare solo una persona alla volta? Davjdek amare é un concetto troppo astratto secondo me non lo si puo definire
con certezza, molte persone sostengono che chi non si e mai innamorato non può sapere cosa sia l'amore: io ritengo che questa sia una affermazione
presuntuosa, credo che si possa amare in modi diversi e non tutti amiamo allo stesso modo e non tutti ci accorgiamo di amare. Comunque su una cosa
siamo d'accordo il fisico non e tutto ci vuole comunicazione e rispetto senno penso che sia solo una competizione tra ruffiani.
Davjdek   |2009-09-30 00:40:35
Caro Anonimo,
non credo di aver scritto che chi guarda la tv non sa amare. Ciò che ho scritto è che la tv toglie spazio e tempo all'ascolto di sé.
Non ho scritto che si può amare in un modo solo, né quante persone si possono amare contemporaneamente. Ho scritto che si fa sperpero della
dignità, propria e altrui: basta guardare un qualunque show televisivo per constatarlo, o chiedere agli adolescenti (con le dovute eccezioni) come
vivono la loro sessualità, o ancora ascoltare i discorsi di tanti adulti convinti che l'amore non esista, e che ogni coppia stia insieme per bisogno
o convenienza o puro piacere.
Grazie del tuo commento e dei tuoi punti di vista.
Aldo   |2009-10-01 11:25:52
Ciao Davjdek, ogni tanto ripasso dal tuo blog per vedere se finalmente lo hai chiuso, e con questo sai che intendo finalmente il saperti aver
conosciuto una donna in senso biblico.
Mi dispiace che ancora resti paralizzato e immobile in questo tuo limbo compiaciuto, mi dispiace davvero: mi
dispiace perchè peso avresti bisogno di aiuto, di qualcuno che finalmente riuscisse a farti capire che molte delle tue astrazioni concettuali, seppur
corrette, nel tuo caso sono fondamentalmente errate, in quanto il fondamento sei tu, e tu hai dei problemi relazionali evidenti.
Sei un uomo dotato
di una notevole sensibilità, ma dovresti concordare con me che non solo non sei l'unico, ma che questa non è determinata dall' essere stato o no
animale, istintivo e dall'aver posseduto oppure no una donna.
Sbagli nel tuo compiacimento, perchè esso è insano da un puto di vista sia umano, sia
animale, perchè la tua prerogativa ti rende incompleto e non un santo, nè un virtuoso: sei chiuso in un circolo vizioso, un ignavia devastante, la
tua, che ti fa perdere di vista la realtà delle cose, la semplicità(che non conosci), e non la superficialità(che invece ti arroghi il diritto di
giudicare), dell'amare.
Rifletti uomo, tu non sei superiore agli altri, piuttosto sei un mostro, un eunuco che volotariamente si è reso tale, un
suicida dell'amore, quello vero, quello reale, quello più umano che ci sia.
Vorrei consigliarti di andare da uno psicoterapeuta, ma credo che tu non
accetteresti mai una tale idea, ma...rifletti: la tua non è solitudine, ma incapacità, paura, una prigione in cui ti sei volontariamente chiuso e
che giustifichi con una vacua alternativa salvifica che non ti appartiene, in quanto, proprio davvero, non la conosci.
anonimo  - ma   |2010-03-03 19:38:56
ognuno conosce la sua salvezza essendo padrone di se stesso e della propria vita, nessuno potra mai dirgli o indicargli chissa cosa questo e il
punto
capischi?
Davjdek   |2009-10-01 14:28:03
Gent.mo Aldo,
sapevo che sarebbe prima o poi arrivato un commento di questo tenore, e te ne ringrazio: era una cosa che ancora mancava in questo
sito. Chiaramente, non ho motivo di replicare a chi mi giudica "un mostro" o "un eunuco": sono giudizi che dimostrano solo quale sia
il livello psicologico e morale di chi li emette. Più interessante il giudizio di "ignavia", termine di cui forse non conosci il significato.
Ignavo è colui che non ha scelto di perseguire né il bene né il male. Chi si dedica agli altri con passione, nel lavoro, nel volontariato, nei
piccoli gesti di ogni giorno, tutto potrà essere tranne che un ignavo. A proposito dello psicologo, il tuo post mi ha ricordato un episodio di alcuni
anni fa: andai da uno dei più bravi terapeuti della mia zona, convinto che una breve esperienza di terapia potesse essere un ulteriore impulso
all'evoluzione personale. Mi congedò dopo due sedute, sentenziando "lei è più sano di me, si faccia un bel viaggio piuttosto che spender qui il
suo denaro". Quella sentenza fu la più efficace terapia che io avessi mai potuto ricevere.
Grazie di cuore.
Aldo   |2009-10-01 22:14:59
Guarda..., quando scrivi: e ancora secondo me non ti rendi mica tanto conto...e scusami, se è vero che hai visitato uno psico che ti ha detto quella
frase, fagli leggere queste due righe adesso, se non è un ciarlatano probabilmente ti richiederà di fare "due chiacchiere".
In quanto
all'ignavia essa nel tuo caso rappresenta la tua passività nei confronti dell'altro sesso, perchè è di questo che stavamo discutendo, o no? Se ti
sei offeso perchè preso dalla foga della scrittura ti ho definito mostro ed eunuco volontario mi scuso, ma era per rendere l'idea del conflitto che
hai dentro: allora ti chiamenrò frate flagellatore, perchè è questo che tu mi sembri, senza tolgiere nulla al fatto che ti flagelli per un peccato,
o presunto tale, che nemmeno conosci e questo fa di te uno stupido, non un uomo probo.
Ciao.
Davjdek   |2009-10-01 22:30:19
Il quadro si completa. Oltre che mostro ed eunuco, arriva anche l'etichetta di "stupido". Ti vedrei benissimo in un talk show televisivo, di
quelli in cui ognuno spara insulti sull'interlocutore alzando sempre più la voce. Un tal Watzlawick chiamava questo modo di comunicare "gioco a
somma zero": l'obiettivo è vincere e far perdere l'altro, come in una partita di calcio. A me invece piace dialogare, praticando i giochi a somma
diversa da zero (vincono tutti, insieme). E' un gioco facile: basta evitare di lanciare epiteti, etichette, aggettivazioni improprie e disporsi
all'ascolto dell'altro. Chissà, forse un giorno anche il nostro Aldo ne sarà capace.
E stia tranquillo che non mi offendo: piuttosto sorrido di
cotanta ingenuità.
Ah, passivo con le donne il sottoscritto non lo è mai stato. E' attivo in modo diverso da come certi stereotipi vorrebbero
imporgli, ma questo sarà tema di un nuovo post, prima o poi.
Letture consigliate al nostro amico Aldo: Pragmatica della comunicazione umana, di Paul
Watzlawick; Insegnamenti sull'amore, di Thich Nhat Hanh. Grazie ancora.
anonimo     |2009-10-02 13:16:11
se mi posso permettere penso che ognuno di noi possa risolvere i propri problemi comunicativi e sociali senza il bisogno di essere diagnosticati da
nessuno se non da degli psichiatri e/o psicoterapeuti, questa mania di voler sempre eticchettare e trattare chi ci sembra abbia dei comportamenti
diversi dai nostri come un asociale un immaturo, un pauroso, io modestamente penso che si possa essere asociale in un determinato periodo ovvero che
si possa ad esempio atteggiarsi in questo modo ma questo non vuol dire che noi stessi siamo questo atteggiamento, per quel che riguarda la passività
verso l'altro sesso: mi sembra molto difficile trarre una conclusione cosi affrettata nei confronti di una persona che non conosciamo: possiamo
leggere di una persona possiamo parlarci, pero prima che riusciamo veramente a conoscerla ne passa di tempo. in questo blob D parla di se ,delle sue
esperienze con la solitudine, da le sue opinioni ma questo non vuol dire che i suoi lettori possano autorizzarsi a fare dei commenti cosi scontati nei
suoi confronti: etichettare un atteggiamento sensa neanche conoscere la persona di cui stiamo parlando, senza conoscerla nel suo insieme, senza
conoscere la sua storia personale e le sue sofferenze. Ovvero parlare di sproposito:succede io non voglio giudicare nessuno tutti noi possiamo
sbagliare, mi permetto solo di invitare il precedente commentatore a non essere cosi pregiudizioso. Ps: si impara a mio avviso a non essere
pregiudiziosi quando si smette di aver paura di essere pregiudiziosi e quando si smette di aver paura di sbagliare, anche per questo ci vuole tempo.
Anonimo   |2009-10-02 14:18:59
Le tue frasi che citavo, ma che non sono state riportate nella risposta erano: //una fortuna, una benedizione del cielo, che la vita abbia voluto
tenerti lontano dallo squallore di una fisicità animalesca//, ed ancora, //Sentire un dolore che ti attanaglia ogni volta che la bellezza si presenta
ai tuoi occhi e poterti dire: quel dolore è la tua salvezza//.
Aldo   |2009-10-02 14:21:10
Ti ho postato le citazioni che intendevo mettere nella risposta ma mi ero dimenticato di indicare il nome. Di nuovo ciao.
Aldo   |2009-10-02 15:51:13
Attivo in modo diverso da come certi stereotopi vorrebbero imporgli...questa sì che è una frase da sottolineare. Ma come sei nato tu? per
partenogenesi? O forse che i tuoi genitori si sono accoppiati, come richiede la natura.. Ma quali stereotipi? Qui non stiamo a discutendo di
sporcizia, di malattie veneree, di orge e di comportamenti aberranti: qui c'è una persona, tu, che vede il rapporto carnale tra uomo e donna come
qualcosa di peccaminoso, di forzato, che cerca un amore subliminale e puramente retorico come giustificazione del suo modo di vedere le cose, forse
l'amore romantico che non c'entra niente(ed è pure un concetto rinascimentale) col naturale istinto, e chiamalo pure animalesco se vuoi, che chiama
alla riproduzione, all'unione di un maschio ed una femmina alla completezza e realizzazione della persona. E puramente fuotiviante da parte tua
parlare di solitudine: la solitudine, quella vera, quella che ti fa conoscere te stesso, la sperimenti quando 'rimani' solo, non quando lo sei sempre
stato per scelta: la tua mi sembra una scorciatoia, un non voler giocare per paura di perdere, e qui il tuo gioco calza a pennello, rende l'idea della
tua passività.
Dovresti renderti conto, realizzare, che per trovare un amore come dici tu, dovresti trovare una persona identica a te, e questo la
dice lunga sul tuo narcisismo, sul compiacimento che sa quasi di perversione, dello smisurato amore che nutri per te stesso, credendoti
'puro'.
L'amore è confronto e accettazione, scambio di diversità in quanto ogni essere umano è un'isola...la conosci vero? E' l''amore' che ti
manca tanto però, che non conosci.
E' strano perchè, vista la tua profonda sensibiltà, dovresti essere a conoscenza del fatto che chi si ama, chi
sta bene con se stesso, chi ha autostima ed è portato per l'incontro con gli altri, solitamente non rimane solo a lungo, una brava e dolce ragazza
che si innamora di lui gli viene sempre incontro....
Ma questo, nel tuo caso non sembra valere, eppure affermi di essere una persona normalissima,
sensibile ecc..
A volte la vita è davvero strana...o lo sono le persone?
Ciao.
anonimo  - ma   |2010-03-03 19:44:09
la purezza e un ideale, nessuno e puro ci sono tante sfumature, non capischi? lo sai non ho niente contro di te Alduccio caro? pero vorrei solo
renderti nota che qui non si tratta di studiare e sintetizzare un manuale che dire di 1000 pagine? qui si tratta di comunicare con un essere umano.
Capischi? Aldi, ma la lascia gi! (pure la rima davidek so poeta anch'io!)
Davjdek   |2009-10-02 16:20:08
C'è da dire che il contributo di Aldo a questo sito si sta rivelando davvero importante. Le sue parole sono infatti una esemplificazione perfetta
della totale indisponibilità all'ascolto dell'altro, che appunto è una delle caratteristiche del maschilismo dominante nella nostra cultura. Se
infatti il nostro amico fosse stato più disponibile a leggere (ascoltare) con attenzione ciò che era scritto nel post, avrebbe capito subito che la
fisicità animalesca di cui si parlava non è il semplice incontro sessuale tra due persone che si amano, ma la sua esatta negazione: è il modello di
sessualità maschilistico che domina i massmedia ed è superbamente interpretato dalla persona (persona?) che governa (governa?) questo paese, un
modello che riduce la donna ad oggetto e le nega ogni dignità.
Inutile poi sottolineare l'ulteriore pletora di giudizi gratuiti di cui trabocca
anche l'ultimo commento del nostro amico.
A volte le persone sono davvero strane... hai proprio ragione.
anonimo     |2009-10-02 16:40:55
mi permetto ancora avendo dimenticato le citazioni precedenti ed ora rilette, per quel che riguarda la fisicità animalesca, non penso sia uno
squallore dal momento che ci sia rispetto ed ognuno faccia quello che vuole con rispetto. Per quel che riguarda il dolore alla vista della bellezza ed
avvertire dolore: non ci vedo niente di male nel senso che se questa vista ti sgomenta forse vuol dire che ti fa effetto e nel farti effetto vuol dire
che non ne sei indifferente quindi che non ne sei apatico,e avvertendo questo dolore non mi sembra che uno si possa compiacere di se stesso se il
mondo esterno gli provoca degli effetti, perche penso che una persona veramente narcisa non provi dolore alla vista della bellezza del mondo,come dice
aldo se D provasse smisurato amore per se stesso quindi se fosse narciso non credo che si sentirebbe solo,ne che si sentirebbe puro, io non voglio
prendere le parti di nessuno pero non penso che D sfoggi manie di grandezza e/o complessi di superiorità sentendosi puro, anche perche il tema di
questo testo non e questo, non e l'amore . il rapporto uomo-donna, il sesso eccettera, da quello che mi sembra di aver capito il tema é la tv e le
relazioni che vi sono al suo interno, punto, pero sono relazioni virtuali non reali, relazioni esemplificate e a volte mortificate, ma la vita reale
di relazione e un altra, secondo me. Poi se a D non piace la tv sono affari suoi.Gia forse avresti dovuto semplicemente scrivere: non mi piace la tv,
punto. Comunque tutto cio e istruttivo: la riproduzione avviene tra l'unione tra un uomo e un donna: forse su questo punto siamo tutti d'accordo.
anonimo     |2009-10-05 08:52:39
per Aldo, penso che i tuoi interventi non abbiamo nessuna utilita senno quella di offendere,i consigli si possono dare anche in modi molto piu
rispettosi. Tu invece non hai rispetto e parli di amore? il tuo fine e stato quello di attaccare gratuitamente ed irritare e chissa anche quello di
sottolineare una debolezza altrui (e ancora da accertare questo) comunque mi fa piacere sapere che tu invece non soffri di solitudine e trovi sempre
qualche amorevole e dolce ragazza che ti venga incontro, e presumo che tutti i visitatori del forum ne siano entusiasti e lo sai perche? perche a
lungo andare una persona che come dici tu non ha autostima, comincia a coltivarsela e diventa piu forte, giorno dopo giorno, e poi inoltre penso caro
Aldo che l\'autostima sia una componete caratteriale molto positiva quanto l\'autocritica,lo so per certo (fonti attendibili e
professionali)il fatto di sapersi criticare rivalutando i propri errori e un fattore positivo. Il fatto di fare dei progressi giorno dopo giorno e un
fattore positivo anche perche lo sai purtroppo non siamo tutti nati perfetti come te? ma allora sei tu quello nato per partenogenesi? per quel
che riguarda le alternative salvifiche, io in questo sito non ne ho riscontrate , anzi io personalmente ho riscontrato della letteratura, pero penso
che puoi sempre ingegnarti e diventarne una per quel che riguarda l\'ignavia di D:scrivere non mi sembra perdere tempo, esprimere le propie
sensazioni, le proprie debolezze, i propri desideri sono attivita che i piu grandi poeti e scrittori svolgono e hanno svolto in passato,certo bisogna
anche lavorare, e come dici tu confrontarsi con il mondo esterno e non aver paura di perdere, su questo punto ammetto che hai ragione. Ringrazio D per
avermi offerto questo spazio, e ringrazio Aldo perche presumo che non sia irritato nell\'aver perso l\'occasioni di esprimersi con piu
rispetto, anche questa e una componente comunicativa che si apprende con il tempo, corraggio Aldo!
Aldo   |2009-10-05 16:46:13
Per principio non è una cosa positiva esprimersi in forma anonima: non sa di niente. A chi rispondo? Potevi scegliere un nick, se proprio ti
vergognavi di mettere il tuo nome, allora magari partivi già con il piede giusto per ottenere una risposta.
Mi perdoni Davjdek se utilizzo il tuo
'spazio'? Visto che la questione del rispetto, del sentirvi offesi dal mio tono provocatorio ed altre amenità del genere, sembra essere stata
sollevata da più utenti, rispondo in modo generico.
Non abbiatene a male ma questo è il mio modo di confrontarmi, chiamtelo pure prepotente, e se
non vi piace cancellate i miei post e bon.
C'è chi preferisce rimanere neutrale, chi usa toni pacati ed è diplomatico. Io no, preferisco provocare,
mi piacerebbe farlo di professione.
Qualcuno ha sollevato il dubbio sull'utilità di ciò: forse che dovrei essere utile a qualcuno qui? Forse a te
Davjdak? Sarò anche un cafone, ma non voglio fare la parte dello psicologo, come invece hai erroneamente capito: ti dico, vi dico, solamente come la
penso, senza fronzoli e compromessi, e se lo faccio in modo brusco ed offensivo, scusate, ma sono problemi vostri.
Io personalmente non mi offendo
per niente ed anzi ritengo che un acceso confronto sia sempre più utile di un sottomesso bisbiligliare, almeno in questo caso.
Detto questo vi
ricordo che il mondo è bello perchè è vario...Saluti
Marco B.     |2009-10-07 21:01:10
Se volevi sollevare un giusto dubbio sul fatto che l'autore stia trasformando in vanto quella che è semmai una mancanza (senza necessariamente che
essa sia sbagliata o colpevole) potevi farlo con più tatto. Capisco benissimo la necessità di essere incisivo ma si sta pur sempre parlando di una
persona che in qualche modo si sta confidando e a cui dunque non è opportuno rispondere a legnate... Quanto al tuo parere mi sembra sia interessante
ma soffra di un atteggiamento molto moderno e sbagliato, figlio della cultura del successo, lo chiameremo, se vuoi, neocalvinismo o neovittorianesimo.
E' quell' habitus mentale che considera non solo uno stigma ma una colpa una qualunque condizione sfortunata o diversa dai canoni tradizionali di
riuscità poichè tale risultato è attribuito alla poca volontà di chi ne è portatore. Chiaro che si da per scontato che la vita sia qualcosa che
l'uomo costruisce a forza di impegno personale, tutta da sè (e qui si inserisce il mito berlusconiano dell' arrivato) quando ciò è vero solo in
parte(e può anche essere, con garbo, usato come pungolo degli accidiosi, casomai, non degli ignavi, ma è sempre una sgradevole etichetta, inutile e
dannosa tanto più per chi abbia necessità di terapia, vera o falsa che tale etichetta sia)perchè l'idea di poter trasformare sè stessi e la vita
apparentemente seguendo le proprie aspirazioni (e spesso in realtà omologandosi e seguendo direttive altrui)è sbagliata ed è uno sbaglio che si
paga. Quante cose nella nostra vita e i nei nostri amori non dipendono da noi! E quando anche noi siamo responsabili dei nostri scivoloni
sentimentali, a che giova metterci in croce anzichè andare avanti?
non importa il mio nome     |2009-10-09 23:09:32
meno male che il mondo e vario, lo sai io non mi vergogno del mio nome a volte penso che non sia necessario avere un nome, ed e per questo che non te
l'ho detto!
Davjdek     |2009-10-15 23:03:20
Caro Marco,
recenti vicende mi hanno costretto ad un'ammissione: anch'io, pur lontano anni luce dall'essere un poeta, casco facilmente nell'errore di
idealizzare figure femminili per le quali provo un affetto profondo, e questo mi espone spesso ad un dolore che forse sarebbe evitabile.
Ti
ringrazio di ciò che dici di me nel tuo ultimo commento. Non sono d'accordo però sull'suo dei termini "vanto" e "mancanza": non
credo di aver fatto vanto di nulla nel mio testo, ma ho parlato piuttosto di fortuna nell'essermi trovato sempre spiritualmente lontano da un mondo
fatto di maschilismo e brutalità. Di mancanze nella mia personalità ce n'è tante, e alcune anche serie, ma il non aver mai incontrato una ragazza
disposta a camminare, almeno per un po', al mio fianco, non posso intenderlo come una mia mancanza. Non posso cambiare me stesso per piegarmi ai gusti
altrui: questa sarebbe la vera mancanza. Posso invece impegnarmi a migliorarmi sempre più, a gestire in modo più saggio le mie emozioni, a dedicarmi
agli altri con più generosità e contemporaneamente amare me stesso con maggiore tenerezza e sincerità. Purtroppo però tutto questo non fa
aumentare le mie speranze di trovare una persona che mi doni il suo affetto. D'altra parte, se si fanno certe scelte con convinzione, bisogna
accettarne con serenità anche le conseguenze.
Grazie ancora.
Marco B.     |2009-11-09 20:57:40
Lungi da me aver usato "mancanza" nel senso di non-conformità o addirittura colpa. Questa associazione è diventata o magari è da tempi
immemori - ma forse oggi, epoca in cui il successo altrui è sbattuto in faccia a tutti, è pure un po' peggio- un riflesso automatico. Ho specificato
apposta che non intendo ciò come una deficienza colpevole. O almeno non ho elementi per formulare un giudizio così drastico. D'altronde se lo
facessi direi implicitamente che un essere umano ha come requisito minimo per essere tale quello di avere una compagna o un compagno, il chè è
pretendere un po' troppo dalla vita degli altri, creerebbe un canone eccessivamente rigido ed inutile, fonte solo di senso d'inadeguatezza, per di
più riguardante il più privato degli aspetti della vita.
Dico invece mancanza perchè questo è quando si è convinti che si sarebbe più felici e
che la vita sarebbe migliore se ci fosse qualcosa che non c'è. Tutto qua. Si tratta insomma di qualcosa di quasi oggettivo o meglio di qualcosa che
mostri tu, non di una norma esterna che per qualche motivo ti voglio dare in testa. Non volessi una ragazza per te non sarebbe una mancanza come per
la maggiorparte degli uomini non lo è non avere un aereo.
Quanto alla questione delle conseguenze di proprie scelte (immagino non conformi a quelle
della comunità in cui ti trovi, sennò non ci faresti neanche caso) non so se qui o altrove mi pare di aver già parlato di come a mio parere (ma in
fondo è poco più che buon senso) la scelta omologata, in quanto omologata (conforme, ordinaria, statisticamente in sicura maggioranza, insomma ci
siamo capiti) assuma valore di per sè a prescindere da una valutazione spassionata. Questo perchè, essendo il riferimento di ogni altra scelta, si
sottrae alla valutazione: essa infatti, per chi vive nella comunità, non è un'oggetto di giudizio, ma una sorta di ineliminabile sfondo (va da sè
che non è necessariamente vero per chi è fuori dalla comunità presa in esame, anzi). Inoltre, avendo il non trascurabile vantaggio di essere uno
standard condiviso, promuove sè stessa, si diffonde, in un circolo per cui essa è scelta perchè data per scontata da tutti ed è data per scontata
perchè tutti l'hanno già scelta (Insomma, come disse uno, non mi ricordo più chi, a proposito del conformismo, specificamente mi pare nella moda e
TV, "piace perchè è già piaciuta").
Ma la questione è complessa: l'individuo che ama essere indipendente vive nell'illusione che le sue
scelte, perchè difformi, siano autenticamente solo sue, il che naturalmente, pur dando credito a lui e non agli altri di un notevole coraggio
intellettuale, è falso. Per il semplice fatto che egli è un prodotto, per quanto deviante (in senso puramente tecnico, non psichiatrico, statistico,
insomma), della medesima comunità che contesta, dalla quale ha necessariamente derivato molto di quello che fa e che sa.
Inoltre la scelta
maggioritaria, per il solo fatto d'esser maggioritaria, non è ne buona nè cattiva, il chè significa che non è necessariamente cattiva, ecco,
magari è anche buona (ovviamente queste valutazioni devono essere fatte sulla base di un punto di riferimento, tipicamente un obiettivo o ideale da
raggiungere, che, visto che l'abbiamo posto da zero, noi ci rassegnamo a non valutare). Se invece pensassimo che ogni scelta maggioritaria è da
evitare saremmo dei conformisti al contrario (cosa assai triste) non dei "liberi" (virgolette d'obbligo) pensatori.
E' o non è un gran
casino. Ehi, lassù, io volevo essere una lumaca!
Anonimo   |2009-11-14 15:24:14
mi piace il tono di aldo...dice ciò che pensa e ciò che , sotto sotto,pensano tutti. Ma visto che è Aldo a esporsi, gli altri possono fingersi
" inorriditi" per tanta brutalità. Io non inorridisco. Mi piace la brutalità degli onesti. E quella di Aldo, mi sembra una brutalità
onesta. Molto meglio della gentilezza disonesta, poco ma sicuro. Del resto, non aver mai baciato una donna e avvertire in questo un segno di
superiorità morale, dà molto da pensare a chiunque. Perlomeno a tutti quelli che , pur non essendo squallidi, hanno baciato e non una sola volta
nella vita. Credo che il giorno in cui D. bacerà qualcuno, il suo blog cambierà nettamente tenore...o verrà chiuso, come si augura giustamente Aldo
anonimo  - ehh   |2010-02-13 22:19:07
e come ti auguri anche tu ed empaticamente rispondo che hai anche ragione ma basta!!! retournons a non moutons!! che si potrebbe anche dire a ciascuno
il suo!) kordialiti! ahahaha
Davjdek   |2009-11-14 17:28:44
Ti piace la "brutalità onesta": buon per te. A me per fortuna non piace affatto e per me non è mai onesta.
Mi sorprendono sempre le
letture fantasiose che alcuni lettori fanno dei miei testi... per esempio, chi ha mai scritto che non aver mai baciato sia un segno di superiorità
morale? Ho scritto tutt\'altro: che la felicità non dipende da quel bacio. Il bacio può anche venire e quando verrà sarà bellissimo, ma non
sarà quello a garantire la felicità. Ma è davvero tanto difficile ascoltare e leggere ciò che gli altri esprimono senza stravolgerne il senso?
la ragazza nella segale   |2009-11-16 18:33:07
" Crediamo d'intenderci : non c'intendiamo mai" . ( Pirandello)

Ps. non ho letto tutto lo scambio, lo trovo noioso . Comunque , ti sbagli.
Esiste anche una onestà brutale . A volte
anonimo chiama anonimo   |2009-11-29 21:04:27
non sta a te indicargli le soluzione per cambiare tenore. Pensa alla tua solitudine e non a quella degl'altri, penso sinceramente che non it devi
immischiare nei problemi degl'altri .
anonimo chiama anonimo   |2009-11-29 21:32:38
io penso sinceramente che se D vuole chiudere il blog lo fara senza aspettare nessun bacio: la gioia va a braccietto con la tristezza non lo sapevi? e
poi inoltre penso che te lo dimenticherai molto presto, D hai scritto 67 testi se non di piu, io mi auguro per te che tu lo faccia liberamente senza
nessun vincolo di nessun tipo, non far credere a certa gente che ti legge che passi il tuo tempo a scrivere idealizzando l'amore e non far credere che
disprezzi le manifestazioni d'amore e le pratiche altrui perche non e giusto. Scrivilo a chiare lettere che non sei qui per autocommiserarti e poi se
lo vorrai chiudi il blog, mi permetto di pensare che la tua sia una solitudine ben affrontata e che molte persone non meritano di leggerti. D chiudi
il blog.Dopo 67 testi penso(mia UMILE opinione) che tu possa farlo qualora lo volessi senza nessun problema. O perlomeno prenditi una pausa, non mi
permetto di darti consigli su come fare ad essere felici perche non credo che ci sia un unica persona che possa dirti come si fa, non c'e n'e. Anonimo
dimenticatelo, dimentica,dimentica,dimentica,dimentica,dimentica, dimentica:sono abbastanza onesto, di un onesta brutale? aspetta che
continuo:dimentica senza nessun tipo di rancore e senza questo tuo incessante stuzzicare come se tu potessi cambiare le altrui situazioni. DIMENTICA
SENZA RANCORE dimentica.
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