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Ci sono aspetti specialissimi delle cose che amiamo, dettagli che ci fanno commuovere o sorridere di tenerezza. Solo noi li cogliamo, a volte per la durata di un attimo. Proviamo a pensare a un animale domestico che ci sta a cuore (o ai nostri jeans preferiti, a un bambino o a un'amica).
Di solito non è la sua qualità emergente, ma un particolare che lo rende unico e insostituibile, che parla a parti profonde di noi e forse solo a noi: un altro potrebbe addirittura trovare che quel particolare è un difetto. Pare che ci si innamori perdutamente per via di questi dettagli, soggettivi e simbolici, e non per la bellezza, l'intelligenza e le qualità dell'altro, che pure devono esserci, ma servono a far sì che ci piaccia, che lo stimiamo: l'amore è altro. L'unicità di quel modo di essere fa sì che, anche se arriva sul mercato un modello migliore - e prima o poi arriva - non avremo voglia di sostituirlo, come faremmo col cellulare. Perché il suo valore consiste nell'essere proprio quello che è, con le sue imperfezioni e le sue irriproducibili note, l'originale.
Tratto da Olga Chiaia, A un passo dalla Felicità, edizioni URRA, pag. 69.
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