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Scritto da Administrator
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PM: E' lei che ha scritto questo testo? E quest'altro? E ancora questo? (mostra all'imputato alcuni vecchi post tratti da blogs o forums) Imputato: No, non ho mai scritto simili melensaggini PM: Si ricordi che è sotto giuramento. Il nome dell'autore è il suo I: Un banale caso di omonimia. Non avete prove
PM: Dunque lei non è quello che anni fa cercava relazioni affettive I: (ride di gusto) Assolutamente no. Ho ben altro di cui occuparmi PM: Per esempio? I: La bicicletta. Le lingue. Il volontariato. E, purtroppo, anche il lavoro PM: Intende dunque affermare che le relazioni per lei sono superflue? I: Dipende da che cosa si intende con "relazioni" PM: Affettive, amicali... relazioni con altri esseri umani I: Perché, il volontariato per lei non è un canale per costruire relazioni? PM: Forse. Ma per il resto? I: Per il resto le relazioni sono utili, ma non necessarie PM: Si spieghi meglio I: L'unica relazione necessaria è quella con me stesso, le altre sono un complemento PM: Una visione un po' egocentrica, non trova? I: Niente affatto. Una visione profondamente altruistica: non potrò mai dare agli altri ciò che non so dare neanche a me stesso. PM: Fatto sta che lei passa gran parte del suo tempo da solo. E non è per niente felice I: (accenna un sorriso sarcastico) Vuole mostrarmi le prove? PM: Non ho bisogno di prove. Uno che vive in quel modo non può essere felice I: Lei è un campione dell'illazione qualunquistica. Concluderà l'interrogatorio con "non c'è più la mezza stagione"? PM: Risponda sì o no: lei è felice? I: E' difficile esserlo quando si incontra gente come lei. La domanda non è pertinente e mi rifiuto di rispondere. Giudice: L'imputato ha ragione. Il PM si attenga all'oggetto dell'interrogatorio PM: Chiedo scusa. La mia domanda mirava a dimostrare che l'imputato sta nascondendo i suoi veri sentimenti dietro un'apparente indifferenza. I: Vedo che la sentenza è già stata scritta dal nostro amico PM. PM: La melensaggine dei suoi testi di alcuni anni fa non è scomparsa: la sta solo camuffando G: Invito il PM ad astenersi da giudizi di merito. Le ricordo che questo è un interrogatorio e non un'arringa PM: Va bene. Ho finito I: Posso aggiungere qualcosa spontaneamente? Giudice: Ne ha facoltà I: L'impianto accusatorio messo in piedi dal nostro PM è palesemente viziato da un pregiudizio diffuso: quello che afferma l'impossibilità di essere felici da soli. Da questo pregiudizio deriva l'obbligo sociale di farsi una/un partner, anche soltanto pro tempore, perché altrimenti "non sei normale". Se vuoi trasformare una possibilità gradevole in una condanna, ti basta renderla obbligatoria: il "devo trovarmi qualcuna/qualcuno" è l'anticamera del divorzio. O della paranoia. |