Solitudine e amore
Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità. |
| Cosa mia |
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| Scritto da Davjdek | ||||||
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Atto unico Personaggi: Io, il Mafioso Io: che è quell’aria tetra? che ti è successo? Mafioso: quale aria tetra? Sto benissimo. I: dai, hai un muso che ti arriva a terra… M: ma che vuoi? Pensa ai fatti tuoi I: è quello che sto facendo: dimmi perché mi stai succhiando via l’energia… M: ma non vedi che nessuno mi pensa? Tutti a pensare sempre e solo ai cazzi loro. I: sei sicuro che nessuno ti pensa? Non sarà forse un pretesto che hai scelto per lamentarti? M: No! Sono sempre io che devo chiamare gli altri: loro non si scomodano mai a chiamarmi o scrivermi. Mai nessuno che mi inviti a uscire, e se io invito loro, mi dicono sempre che hanno altro da fare. I: forse ciò dipende dal fatto che tu non sei una compagnia desiderabile. M: ma io SONO desiderabile! Sono gentile, premuroso, ascolto sempre gli altri, do buoni consigli… che dovrei fare di più? I: forse dovresti imparare a trasmettere leggerezza, humour, allegria: quello che in genere le persone desiderano (e danno) quando si sta in compagnia. M: vabbé, mi studierò a memoria un libro di barzellette, e poi farò il pagliaccio dalla mattina alla sera. Se è questo che vogliono, proverò a darglielo. I: non fare sarcasmo, per favore… non si tratta di imparare le barzellette, né di fare il pagliaccio, ma di trasmettere energia sana e positiva. Basta poco. M: dici che basta poco ma non mi spieghi come si fa… I: basta avere il cuore aperto quando si sta in compagnia. M: avere il cuore aperto… una delle solite espressioni da catechismo dei bambini. Per me non significa niente. I: appunto. È questo il problema. M: Anche per conquistare una ragazza serve il “cuore aperto”? È per questo che tutte mi rifiutano? I: tu lo dici… M: ma non vedi che è assurdo? Perfino i più efferati criminali hanno una donna, perfino Bush e Berlusconi ce l’hanno, ed io non la trovo perché non ho il “cuore aperto”? Ma a chi la racconti? Tutti gli altri ce l’hanno il cuore aperto? Per me sono tutte cazzate! I: c’è chi una donna se la trova in altro modo… probabilmente anche tu potresti trovartene una col “cuore chiuso”, ma non sarebbe la donna che finora hai cercato. M: no. Tutto questo non ha senso. La verità è che le ragazze si fanno abbindolare dai cialtroni, si incantano di fronte agli atteggiamenti da macho, o ai bei discorsi privi di sostanza, si innamorano di un fantasma e credono di essere innamorate di un uomo. Quello che le attrae, in realtà, è la sicurezza economica: se hai una casa, un conto in banca bello gonfio, magari anche la macchina sportiva, basterà schioccare le dita e avrai uno stuolo di donne ai tuoi piedi. Oppure, altre volte, ti basta essere un esibizionista che mostra i muscoli e ostenta una forza e una sicurezza che non ha. I: mi sembra che la tua idea delle donne sia piuttosto riduttiva, ed anche offensiva nei loro confronti. Se una ragazza chiede a un uomo sicurezza e protettività non c’è niente di male, e se un uomo è in grado di trasmetterle non vuol dire che finga. Piuttosto, perché non ti impegni anche tu ad acquistare queste doti e a trasmetterle alle ragazze che incontrerai d’ora in poi? M: ma è quello che sto facendo! Spendo più di mille euro l’anno per corsi e counseling con l’obiettivo di migliorare la mia sicurezza e le mie doti comunicative, eppure il risultato è sempre lo stesso. Sto solo sprecando soldi, tempo e lavoro! I: Se la pensi così, li sprechi davvero. La tua è la tipica profezia che si autoavvera. Se fai un lavoro su te stesso, devi innanzitutto avere fiducia, affidarti agli altri e aprirti al cambiamento. Fare corsi senza queste premesse è davvero tempo e denaro sprecato. M: ma io mi impegno al massimo! Le tecniche le affronto sempre con la massima serietà, solo che con me non funzionano. Sono un tipo razionale, non riesco a entrare in uno stato emotivo su comando. Ho tutto il rispetto per chi usa le costellazioni, gli attraversamenti del dolore etc. etc. ma purtroppo con me non vanno bene. Ci vuole qualcosa di diverso. I: Per esempio? M: Per esempio, incontrare una ragazza che sappia apprezzarmi per quello che sono, che si accorga che ho tutte le qualità per renderla felice, anche se queste qualità non sto a sbandierarle ai quattro venti. I: Insomma, vuoi che sia la montagna ad andare da Maometto... M: Ma che altro dovrei fare? E poi, che senso ha che uno per trovarsi una donna debba affrontare le dodici fatiche di Ercole? Insomma, perché io devo spendere tanti soldi e tante energie per ottenere qualcosa che tutti gli altri ottengono gratis? I: Perché gli altri hanno una storia diversa dalla tua. In genere, un uomo acquisisce le doti utili a trovarsi una compagna attraverso le esperienze relazionali durante l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza. Tu queste esperienze non le hai fatte, per questo devi recuperare il ritardo accumulato con un lavoro supplementare. Non è colpa tua, ma non è nemmeno colpa degli altri. Se ti fai prendere dal rancore e dall’invidia, il tuo obiettivo si allontanerà sempre di più. M: vabbé, mettiamo che sia davvero così. Che devo fare a questo punto? I: Affidarti. Essere attivo. Insomma, vivere anziché sopravvivere. So che ti sembreranno solo parole, ma la soluzione è questo nuovo atteggiamento. Tutti i tuoi tentativi di cambiamento falliranno se non cambia la convinzione di fondo: quella che tu sia già a posto e non abbia bisogno di ulteriori cambiamenti. Questo nostro dialogo è solo il punto di inizio. D’ora in poi non ti permetterò più di giocare nell’ombra: dovrai uscire allo scoperto e confrontarti costantemente con me. Anche se adesso mi odi, vedrai che alla fine me ne sarai grato. M: Staremo a vedere! I: Staremo a vedere!
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