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Acqua salata PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   
E' trascorso ormai un anno da quell'agosto. Il più strano agosto della mia vita. La notte prima del tuo arrivo la passai a rigirarmi nel letto, preso da mille paure: si troverà bene? Si stancherà della mia compagnia? Sarò un buon padrone di casa e accompagnatore? E che succederà poi? La realtà, nei giorni seguenti, si rivelò peggiore dei miei peggiori incubi. Non che io abbia avuto gravi mancanze: sempre puntuale, sempre pronto a soddisfare ogni tua esigenza, sempre disponibile e attento al dialogo e all'ascolto. Eppure, non ho rimediato che incredibili, violentissime aggressioni. Mi hai letteralmente violentato l'anima. Ci sono stati attimi in cui ti ho odiata fino a pensare: ora la caccio via da casa, con la forza, di fronte a tutti. Per fortuna non l'ho fatto.
Perché, nonostante tutto, oggi sono felice che sia accaduto. Quelle sofferenze sono state il prezzo da pagare per guadagnarmi il regalo più grande che una donna mi abbia mai concesso. No, non quello che vorrebbe il mio animaletto interiore, né quello a cui anela il mio caro adolescente. Qualcosa di molto più banale e sdolcinato, ma per me unico: quella piccola, tenerissima gocciolina d'acqua salata che una sera solcò la tua guancia. Avrei voluto raccoglierla dal tuo viso e chiuderla in un'ampolla, come una reliquia. E poi metterci su un'etichetta: "l'unica lacrima che una donna abbia mai versato per me".
Dopo la tua partenza, l'inevitabile crisi, i tuoi regalini distrutti per distruggere quella parte di me che non voleva smettere di soffrire, e le tante domande senza risposta... Perché si è comportata così? Perché, se mi disprezzava tanto, non è andata via subito? E perché, se le ero tanto antipatico, quella sera ha pianto per me?
Certo, una risposta poi me l'hai data, a tanti mesi di distanza: non sapevi come gestire il mio sentimento per te, avevi bisogno di mantenere le distanze e hai pensato che aggredirmi fosse il modo migliore per evitare di darmi illusioni. Ma c'è qualcosa che non quadra. Dietro quelle aggressioni c'era rabbia. Non erano costruite ad arte, per tenermi a distanza... erano l'espressione di una fortissima rabbia contro di me. E' il motivo profondo di questa rabbia che ancora non ho colto. Ma non ha più senso cercarlo.
Conservo ancora quel libretto dal titolo "Voglia di coccole", con la tua dedica e le tue scuse. So che sono sincere, e non ho bisogno di altro. So che mi vuoi bene, e non ti chiederò mai altro. So che mi stimi al punto da scegliermi come confidente quando sei triste. E questo mi onora come non immagini neanche.
Un nuovo agosto è alle porte. Lo trascorrerò in quegli stessi luoghi, ma stavolta da solo. Questa è la mia vita: rare, fugaci illusioni interrompono come lampi il mio cammino solitario, e come lampi svaniscono in un istante. Ma che importa... mi basta pensare a una gocciolina d'acqua salata per scoprirmi felice.
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