Home Racconti e dialoghi Consolazione di un eroe un po' stanco
Consolazione di un eroe un po' stanco PDF Stampa E-mail
Scritto da Davjdek   
I miei testi stridono forte, disturbano e feriscono. Questo il giudizio di un'amica di cui ho grande stima. La solitudine stride e disturba, come stridono e disturbano la disabilità, la diversità, la malattia. Stride, come le gomme di un'auto che sbanda, che non si adegua alla striscia di asfalto, ma devia e diverge. Disturba, come una nota stonata, che non ubbidisce allo spartito e si ribella all'armonia.
Sbandato e stonato mi ci sento davvero, in questo scampolo di estate settembrina. L'anima esige un po' di sano nutrimento e allora cerco di raccattare tutto il cibo che trovo e glielo offro. Ecco che ne scovo un po' qua e là: "sei una persona emotiva e bella, un'ottima guida e un punto di riferimento", mi scriveva mesi fa l'amica degli abbracci. "Hai raffinatezza e profondità di pensiero", mi fa sapere un'amica di tastiera. "Le tue qualità non si vedono a prima vista, ma quando appaiono ricordano un cristallo prezioso da cui abbiamo potuto vedere le scintille che con tempo diventano sempre piu' brillanti", scrive in un italiano quasi perfetto la mia amica ceca. "Hai un cuore e un animo dolce e sensibile", sono le parole di una cara amica romana. E io so che c'è del vero: le qualità non mi mancano e non desidero altro che poterle donare a chi mi è vicino.
Ma allora, perché questo isolamento? Sono io che me lo cerco? No, cavolo, no. Non me lo cerco per niente. Me lo impone una vita che non è la mia vita, che non mi sono scelto e che non merito. Devi trovare la persona giusta per te, mi dicono. Ma trovarla dove? Volontariato. Corsi di ballo. Viaggi organizzati. Corsi di lingue. Palestra e piscina. Chat, siti di incontri on line ed altre stupide amenità. Già provato tutto, già sperimentato che è tutto inutile.
E poi, che cos'è "la persona giusta per te"? In che modo si riconosce la sua giustezza? Le tante ragazze che ho amato non ricambiato non erano giuste per me? Al contrario, per me erano giustissime. Forse ero io, che non ero giusto per loro. Ma capirlo prima di innamorarmene era impossibile.
Ormai la sento, la stanchezza. Lo scoraggiamento si insinua nelle crepe sempre più ampie di quello che un tempo era il mio incrollabile ottimismo. I 40 si avvicinano e fanno sempre più paura. Ma io me ne frego. Sono più forte di qualunque avversità, e la mia vita me la riprenderò. Non so ancora come, ma accidenti me la riprenderò tutta quanta, a qualunque costo.
Sono le tre. Ti auguro una notte serena, mio caro eroe solitario.
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