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Solitudine e amore

Solitudine e amore sono reciprocamente dipendenti. Nell'amore la solitudine diventa libertà e dalla solitudine l'amore trae vigore e profondità.

Solitudine e felicità

La felicità nasce dalla solitudine come un fiore dalla terra. Le relazioni con gli altri sono la pioggia che nutre la terra. Cercare la felicità evitando la solitudine è come innaffiare la nuda roccia sperando che vi nascano i fiori.


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Scritto da Davjdek   
Esco di corsa dalla mensa, prendo il 20 e poi mi avvio a piedi verso il cinema. Coppie si abbracciano sotto i portici. Coppie si baciano ai tavolini dei bar. Coppie si tengono per mano ammirando le vetrine. Arrivo alle 8 e 10, con dieci minuti d'anticipo. Mi guardo intorno: magari è in anticipo anche lei e mi sta aspettando. Nessun volto coincide con quello che ho in mente: due begli occhi verdi, un sorriso timido e un viso dolce che ricorda Amelie, quella del film. Guardo i cartelloni delle proiezioni: ce n'è di interessanti. Ma il film più bello potresti viverlo tu stasera, mi dico.
Sono le 8 e 15. Prendi una rosa per farti riconoscere, mi aveva detto. Ma dove la trovo una rosa per strada, a quest'ora? Dovremo riconoscerci da quel poco che abbiamo visto l'uno dell'altra, nei rispettivi profili. Scruto i volti alla ricerca di un lineamento noto. E' ancora presto.
8 e 20. Devo ammettere che sono ansioso. La immagino timida e sensibile: le sue guance si tingeranno di rosso non appena le dirò "sei ancora più bella che in foto". Mi sovviene il sogno che ho fatto la notte prima: bacio una sconosciuta, per strada, e lei ci sta, poi mi guarda con gli occhi gonfi di lacrime e una dolcezza quasi magica mi pervade. Il sogno sfuma in un tenero abbraccio.
8 e 30. Un po' di ritardo ci sta. Una donna che non si fa aspettare sarebbe un'anomalia della natura. Ripenso ai volontari della mensa e alle loro reazioni, quando ho detto che uscivo prima per un appuntamento: gli imboccallupo e i "poi ci racconti", che mi hanno fatto imbarazzare e sorridere. Sono persone piacevoli e carine: vorrei conoscerli meglio, scoprire le loro vite, raccontare loro la mia. Prima o poi accadrà.
8 e 40. Ormai anche l'ultimo film della serata è iniziato da un pezzo. Quel viso alla Amelie non appare. Si fa strada, ormai, la convinzione che non apparirà. Eppure me l'aveva proposto lei. Aveva scelto lei il luogo e l'ora. Mi aveva detto: non ho bisogno del tuo numero, tanto ci troviamo di sicuro. Mi torna alla mente quella sua strana frase: non dirmi grazie, alle donne non piace. Non piace che un uomo dica grazie? Mah...
8 e 45. Lo scoraggiamento ormai è padrone di me. Quel sorriso timido non può tradire, mi ero detto. Povero ingenuo. La strada ormai è vuota: il pubblico è tutto in sala. Io, fuori, osservo le ragazze alla cassa che chiacchierano e ridono dentro la loro cabina. Mi chiedo: perché sempre a me?
8 e 50. Il 20 sta svoltando l'angolo. Se corro lo prendo al volo. Andrò a letto presto, stasera.